Palermo-Bari, l’analisi: l’arrendevolezza, la prevedibilità offensiva e la prova di Puscas

L’analisi di Palermo-Bari

Sembra non esserci fine al peggio per il Bari di Pasquale Marino. Dopo l’inattesa debacle casalinga contro la Reggiana, a Palermo arriva un’altra pesante sconfitta, sia nelle dimensioni (3-0) che nei modi. Il Bari non ha mai dato l’impressione di essere in partita, evidenziando una frattura ormai lampante tra l’allenatore – le cui idee, dopo quasi 4 mesi, non sono state ancora introiettate – e la squadra. Il Palermo ha gestito la gara senza patemi, per nulla sollecitato da un Bari abulico offensivamente e passivo in fase di non possesso. I gol di Ranocchia, Ceccaroni e Segre potrebbero rappresentare un punto di non ritorno per l’esperienza di Marino a Bari, il cui esonero pare ormai inevitabile.

Per ricercare le cause dietro questo ennesimo scempio torna il Bari a Scacchi, la rubrica attraverso cui analizziamo il match di giornata rintracciandone i temi chiave. Palermo-Bari ha nuovamente messo in luce l’atteggiamento passivo del Bari in fase di non possesso, a cui fa da corollario la medesima staticità con la palla. In più, un approfondimento sulla prova di George Puscas.

Marino Reggiana
Copyright: SSC Bari

Indolenza e prevedibilità

Mentre Marino continua, imperterrito, a chiedere intensità e aggressività, la squadra si esibisce in prove sempre più fiacche. È paradossale, ma in questo momento i calciatori sembrano interpretare le gare ignorando i diktat imposti dal tecnico di Marsala. La fase di non possesso è il nodo gordiano del Bari di Pasquale Marino: l’ex Crotone chiede pressione sul portatore di palla, mentre la squadra si raggomitola nella propria trequarti limitandosi a fare quadrato attorno all’area di rigore. Durante la gara di venerdì sera, il Palermo ha avuto vita facile nel prendere possesso del centrocampo e piantarsi nella metà campo biancorossa, aspettando pazientemente che il forcing, costante ma caotico, generasse l’opportunità per andare a segno. Il Bari in alcuni frangenti sembrava difendersi con una linea a 7, incapace di avanzare una pressione con i tre centrocampisti. L’unico in grado di rivaleggiare con i pari ruolo è stato Edjouma, il cui rendimento è calato alla distanza.

Edjouma
Copyright: SSC Bari

Il lassismo senza palla si replica nella fase di possesso, contro il Palermo resa ancora più farraginosa e prevedibile dall’assenza di Sibilli e Ricci. I due garantiscono dinamismo e creatività sulla fascia sinistra, per nulla compensati da un Menez visibilmente imbolsito e da un Dorval ormai specchio fedele di una squadra priva di coraggio e sfrontatezza.

Lo sviluppo del gioco è meccanico: i movimenti del triangolo terzino-mezzala-esterno sono facilmente intuibili perché replicati in modo mnemonico ma senza convinzione. Il terzino riceve palla, la mezzala attacca la profondità e l’esterno taglia in mezzo al campo: così, in loop. La catena di destra non ha prodotto nulla: Pucino non ha mai offerto una sovrapposizione a Kallon, Maita è ricaduto nei soliti errori tecnici nell’ultimo terzo di campo e Kallon, abbandonato a se stesso, si è scontrato con i costanti raddoppi degli avversari. L’’imprevedibilità è garantita dalle giocate estemporanee di Edjouma, istintive fino a risultare spesso incomprensibili.

Puscas nel Bari di Marino

In questo caos ha disputato la sua seconda partita da titolare George Puscas, sostituito nuovamente poco oltre l’ora di gioco. Sorvolando sulla condizione fisica ancora precaria, Puscas, come detto in fase di presentazione, è un attaccante che sa fare tutto ma che non eccelle in nulla. Non è un grande finalizzatore, non è un fulmine di guerra e non ha la creatività e la sensibilità tecnica dei 10 travestiti da 9. Venerdì ha confermato questo teorema, mostrando ciò che potrà dare a questa squadra e ciò che invece non sarà in grado di fornire.

Rispetto a Nasti, Puscas ama essere coinvolto nella costruzione dell’azione. Venerdì lo abbiamo visto spesso compensare i movimenti in profondità di Kallon abbassandosi quasi sulla linea dei centrocampisti. Libero dalla morsa dei difensori ha la qualità per voltarsi e vedere il gioco, ma quest’abilità acquisisce un valore se i compagni si muovono senza palla e offrono linee di passaggio. Nell’abulia offensiva del Bari la sua buona volontà si disperde.

Puscas Bari
Copyright: SSC Bari
By Giovanni Fasano

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