Calciomercato chiuso. I VOTI di PianetaBari

I voti al calciomercato del Bari della redazione di PianetaBari

Si è chiusa ieri una lunghissima sessione si calciomercato. Tante le uscite, tante le entrate che hanno rivoluzionato una squadra che deve ambire quantomeno alla zona playoff. La redazione di PianetaBari ha dato i propri voti all’operato di Ciro Polito.

Il voto di Claudio Mele, direttore di PianetaBari: 6-

Al netto di quello che ha dichiarato il presidente De Laurentiis nella conferenza di inizio campionato, la squadra è stata smantellata e a mio parere non è stata rinforzata a dovere. A lasciarmi perplesso, però, sono state alcune strategie che non mi sono sentito di condividere.

L’addio di Caprile (a quali cifre?) in cui il Bari ha avuto pochissima voce in capitolo è stato pesante e forse sarebbe stato necessario una certezza in porta piuttosto che una nuova scommessa, addirittura dal Brasile. In difesa si è scelto di restare con 4 centrali, con il capitano che compirà a maggio 41 anni e un Matino che ha pochissima esperienza. Davvero non serviva un altro difensore? Buon colpo Frabotta come alternativa (o titolare) per Ricci.

A centrocampo l’innesto di Acampora mi sembra un contentino, visto che si è provato fino all’ultimo a prendere Florenzi. Per sostituire Folorunsho, giocatore imprescindibile l’anno scorso, di nuovo sarebbe stata necessaria una certezza piuttosto che una scommessa come Edjouma, mentre Koutsoupias in prestito secco non convince per la formula (sarà un nuovo Benedetti da rimpiangere?).

In avanti ottimo l’acquisto di Achik, benissimo anche gli arrivi di Aramu, Sibilli e Nasti, che concordo con Di Marzio possa essere il colpo della B. La gestione di Scheidler, però, ha lasciato a desiderare, ma soprattutto il neo dell’ultimo giorno di mercato relativo alla punta resta. Farsi beffare dal Cosenza per Forte e perdere Gliozzi all’ultimo secondo è una macchia troppo grave. I gol di Cheddira (anche qui, a quanto è stato venduto?) è vero, non erano pronosticabili l’anno scorso. Ma quest’anno l’impressione è che manca una bocca da fuoco che dia lo stesso contributo.

In definitiva un mercato sì sufficiente, condotto però in maniera troppo ondivaga.

Il voto di Gianluca Losito: 6.5

Un mercato con alcune lacune ma non senza pregi. Prima il bastone e poi la carota: le tempistiche, che hanno un po’ vanificato il ritiro, sono abbastanza discutibili.

Gli acquisti, però, no: sarà un Bari che ha aumentato la qualità a discapito della forza bruta, con l’idea di dominare di più partite ed essere meno reattiva (cosa che finora l’ha fatta spesso adagiare sugli allori). Focus su elementi di qualità e palleggio come Sibilli, Aramu, Acampora e Achik. La difesa rimane un punto di forza, mentre lascia tanti dubbi (ma anche tanta curiosità, soprattutto per Farroni) il pacchetto portieri.

Doveva arrivare la terza punta? Chissà. Intanto, Nasti è un nazionale Under 21 come Sebastiano Esposito, e Diaw ha saltato 9 partite per infortunio negli ultimi 2 anni, ad una media di 4,5 all’anno. Quindi, né un “ragazzino” né tantomeno un “rottame”, definizioni usate per giungere a conclusioni affrettate.

Il valore di un mercato, come quello di una guerra, lo racconta la storia. A caldo, parere positivo ma non troppo. A freddo mi aspetto di più.

Il voto di Giovanni Fasano: 7-

Esulando da discorsi economici che meriterebbero un capitolo a parte, il 1 settembre 2023 il Bari è, almeno sulla carta, una squadra migliore rispetto al 11 giugno 2023. Può sembrare una considerazione banale, ma se pensiamo alla caratura dei giocatori persi il lavoro di Ciro Polito non può che essere considerato sufficiente, tendente al discreto.

Le lacune, inutile girarci intorno, ci sono, ma sono marginali rispetto allo scheletro della squadra che appare rinforzato. La porta è l’unico grosso punto interrogativo, perché forse andava fatta una scelta più conservativa, ma gli uomini scelti per completare il reparto suggeriscono un innalzamento del livello medio che potrebbe generare anche delle sorprese nell’arco della stagione.

Per la difesa si è sposata la linea della continuità, anche a discapito di evidenze oggettive come la carta d’identità di Valerio Di Cesare, il cui credito è infinito agli occhi di Polito e Mignani. Il centrocampo è il reparto più completo, per profondità e omogeneità. Attorno al faro Maiello, Mignani può sperimentare svariate soluzioni, in un ampio spettro che va da un centrocampo ipermuscolare con Koutsoupias e Maita ad uno di palleggio con Benali play mascherato e Acampora a destra.

In attacco con l’addio di Cheddira serviva un go to guy, un’ancora di salvezza nelle giornate burrascose. Da un punto di vista emotivo Marco Nasti sembra poter assurgere a quel ruolo, mentre lo scettro di leader tecnico se lo contenderanno Giuseppe Sibilli e Mattia Aramu.

Nel complesso, Ciro Polito ha costruito un Bari diverso, il cui tasso tecnico è cresciuto vertiginosamente senza però sacrificare la verticalità tanto cara a Mignani. Adesso sarà il campo a sentenziare, ma il direttore sportivo si è mosso ancora una volta con maestria, nonostante i mezzi risibili.

 

By Redazione PianetaBari

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