Sprofondo (bianco)rosso

Il FOCUS sul Bari

Dopo le prime due partite della gestione Iachini, il Bari sembrava essersi ritrovato. Due vittorie, 4 gol fatti e solo uno subito. Sei punti che permettevano al team pugliese di affacciarsi per la prima volta alle porte della zona playoff. Insomma, l’ambiente sembrava aver ritrovato un minimo di sereno. Poi però qualcosa è sembrato essersi inceppato. Quello per riportare costanza nello spogliatoio biancorosso è un cammino lungo e pieno di difficoltà, in cui gli ostacoli di percorso sono all’ordine del giorno.

E infatti, dopo la vittoria contro la Feralpisalò del 17 febbraio, è arrivato un solo punto in quattro partite, frutto di tre sconfitte (tutte in trasferta, contro Sudtirol, Catanzaro e Venezia) e del pareggio casalingo contro lo Spezia. Un ruolino di marcia che ha risucchiato a tutti gli effetti il Bari nella lotta play-out, al momento distanti solo quattro punti. E ci sarebbe da stare attenti anche alla retrocessione diretta, dato che la Ternana diciottesima è soltanto a -5.

Iachini Bari Maiellaro
Copyright: SSC Bari

Le altre corrono

Che non sarebbe stata una stagione tranquilla lo si era capito dalle prime avvisaglie estive. Dai prolungati silenzi della società a un mercato a rilento, fino alla sconfitta per 3-0 contro il Parma con cui i biancorossi hanno inaugurato la stagione 23-24. Da quella partita sono passati sette mesi, sono cambiati tre allenatori e sono stati provati almeno quattro moduli, ma la sostanza, al momento, non è cambiata: si fa sempre fatica nel trovare gol e risultati positivi.

Di questo andamento a singhiozzo ringrazia, ovviamente, chi dalla zona playout ci vuole uscire, con il Sudtirol in testa. Nelle ultime quattro partite, la squadra di Bolzano ha recuperato ben 7 punti sui galletti. Spezia e Ascoli, invece, negli ultimi 360 minuti hanno ridotto di 4 lunghezze la loro distanza dal Bari. La Feralpisalò ha fatto 13 punti nelle ultime dieci gare e appare squadra viva e in salute, così come la Ternana che ha battuto in trasferta Palermo e Reggiana, squadra che invece nel weekend si è imposta a Catanzaro.

Insomma, le altre corrono, o quanto meno camminano a passo veloce, mentre il Bari zoppica. E il calendario dei biancorossi non aiuta.

Iachini Allenamento
Copyright: SSC Bari

Il calendario del Bari

Come detto, il calendario del Bari non è dei migliori. Detto che in Serie B non ci sono partite facili, i galletti saranno di scena sabato prossimo, quando al San Nicola arriva la Sampdoria di Pirlo. I blucerchiati verranno in Puglia galvanizzati dopo la vittoria in rimonta – decisiva ai fini della classifica – contro l’Ascoli. Dopo la sosta di due settimane, i biancorossi vanno al Braglia e fanno visita al Modena. I canarini, dopo un’ottima prima parte di stagione, sono in netta difficoltà, con una sola vittoria nelle ultime 14 giornate.

Poi arrivano in rapida successione Cremonese e Como, due delle squadre in lotta per la promozione diretta in Serie A. Sono due partite dal coefficente di difficoltà altissimo, contro due formazioni con cui per chiunque è stato difficile fare punti quest’anno. Il Bari poi ospiterà il Pisa, in risalita in classifica e a caccia di una posizione playoff, affronterà il Cosenza, attualmente nella stessa posizione di classifica di Sibilli e soci, e poi chiuderà a maggio contro Parma (forse matematicamente già in A), Cittadella e Brescia.

Ora come ora conta fare più punti possibili, contro qualsiasi avversario. Starà a Iachini trovare la quadra necessaria per riportare serenità nella classifica dei biancorossi ed evitare di sprofondare ulteriormente negli acquitrini della graduatoria.

Esposito Sampdoria
Copyright: UC Sampdoria

I numeri di Iachini

Servirebbe un cambio di marcia. Nelle sei partite da allenatore del Bari, Iachini può contare a suo nome sette punti. Una media, dunque, di 1.16 punti a partita, che ha portato i galletti dal 15° posto di inizio febbraio (dopo la sconfitta per 3-0 contro il Palermo che costò la panchina a Marino) e i 5 punti dalla zona playout, al 15° posto di oggi con 4 punti di vantaggio sullo Spezia 16°.

Queste sei partite con Iachini allenatore hanno inoltre confermato il trend stagionale sia di gol fatti che di gol subiti: a partire dalla vittoria contro il Lecco, i galletti hanno segnato 6 reti (di cui 3 proprio nella partita di esordio) e subite 8. Fare la media diventa facile: prima del tecnico ex Parma il Bari andava in gol con una media di 0.95 reti a match, dall’arrivo dell’allenatore ascolano questa si è leggermente alzata, arrivando a 1 gol a partita. Per quanto riguarda i gol subiti, invece, fino alla sconfitta con il Palermo i galletti avevano incassato 28 gol in 23 partite (media di 1.2 gol subiti a partita). Con il nuovo allenatore i gol subiti sono stati 8 in 6 match, con una media dunque salita a 1.3 gol.

Continuando ad analizzare i numeri, è possibile notare alcune tendenze di approccio al match nel nuovo Bari targato Iachini. Degli 8 gol subiti, ad esempio, 3 sono arrivati nei primi 15 minuti, e 3 sono arrivati negli ultimi 15. Una spiegazione di questo fenomeno si potrebbe trovare nel fatto che i biancorossi fanno fatica a iniziare e finire il match con la giusta concentrazione e restare “sul pezzo”, vuoi per stanchezza o vuoi per poca lucidità.

A riprova di ciò c’è il fatto che dei 6 gol segnati dal Bari di Iachini, ben 5 sono stati realizzati nella parte centrale del match (tra il 30° e il 70°). L’unica rete che sfugge a questo dato è il rigore di Sibilli contro la Feralpisalò, trasformato dall’attaccante napoletano al minuto 78. Insomma, per puntare ad una salvezza tranquilla il Bari deve iniziare a giocare quando l’arbitrio fischia l’inizio del match, e smettere di giocare al triplice fischio. Facile a dirsi, molto meno a farsi. Se i biancorossi dovessero riuscirci, la missione potrebbe diventare decisamente più semplice.

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By Domenico Giuliani

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