Sampdoria-Bari, l’analisi: il buon primo tempo, i cambi di Marino e l’esordio da titolare di Matino

L’analisi di Sampdoria-Bari

Un gol di Sebastiano Esposito al 92esimo condanna il Bari all’ennesimo pareggio stagionale, l’11esimo su 18 partite di campionato disputate. 10 minuti prima del gol realizzato dall’ex Inter ci aveva pensato il solito Sibilli, magistralmente servito dal rientrante Menez, a stappare un match che si stava stancamente trascinando verso il 90esimo sullo 0-0. Il Bari è poi ricaduto nei soliti errori, consegnandosi ad una Sampdoria che negli ultimi minuti ha accerchiato la retroguardia biancorossa fino a trovare lo spiraglio giusto. Il pareggio, che tutto sommato accontenta entrambe le squadre, mantiene il Bari in una posizione equidistante (o quasi) tra la zona playoff e e quella playout.

Per analizzare ciò che avvenuto a Marassi torna Il Bari a Scacchi, la rubrica attraverso cui riavvolgiamo il nastro e approfondiamo i temi più interessanti offerti dalla partita. Per Sampdoria-Bari ci siamo soffermati sul buon primo tempo disputato dal Bari, sulla prima da titolare di Emmanuele Matino e sulla natura dei cambi fatti da Marino.

Esposito
Copyright: UC Sampdoria

Il primo tempo del Bari

Condizionato dalle varie defezioni nel reparto difensivo, Marino ha schierato un Bari inedito per 2/4 della retroguardia, con Matino e Frabotta ad affiancare gli imprescindibile Di Cesare e Vicari. Davanti a loro conferma per il centrocampo che aveva ben figurato contro il Cosenza, composta da Maita ed Edjouma a spalleggiare Benali. In avanti le gerarchie sembrano ormai cristallizzate: al fianco del leader Sibilli spazio ancora per Nasti e Achik.

La presenza di Matino nel ruolo di terzino destro ha ovviamente condizionato il modo di stare in campo del Bari. In fase di non possesso il centrale campano stringeva la sua posizione al fianco di Di Cesare, componendo una linea a 5 completata da Achik che indietreggiava al suo fianco. La presenza di tre difensori puri nella fascia centrale del campo ha permesso al Bari di pareggiare il tridente fluido proposto da Pirlo, con Verre ed Esposito a galleggiare alle spalle della boa De Luca. Nel primo tempo sono state poche me situazioni in cui la Samp è riuscita ad attivare i suoi fantasisti, anche per merito di un Benali ancora una volta encomiabile nell’andare oltre i propri limiti in un ruolo distante dalle sue caratteristiche.

In fase di possesso lo sviluppo dell’azione era ovviamente incentrato sulla sinistra, dove il Bari cercava di addensare calciatori per risalire il campo attraverso triangoli stretti. La manovra non sempre è stata fluida, ma in un paio di situazioni si sono viste trame interessanti. Sibilli, pur peccando nell’ultimo passaggio in diverse occasioni, ha disputato un ottimo primo tempo, sia per la capacità di creare superiorità numerica che per la precisione nella gestione del possesso. Anche Edjouma si è distinto positivamente, soprattutto nei movimenti senza palla e in alcuni gesti tecnici che denotano una sensibilità sorprendente per uno con la sua stazza.

A mancare, ancora una volta, è stata la presenza negli ultimi metri. Nasti non può essere identificato come il capro espiatorio, ma partita dopo partita palesa limiti sia nel lavoro spalle alla porta che nei movimenti ad attaccare gli spazi sui quali dovrà lavorare tanto.

Benali Bari
Copyright: SSC Bari

La prima di Matino

Come accennato, le varie indisponibilità, unite alla botta subita da Dorval in rifinitura, hanno spinto Marino a puntare su Emmanuele Matino nell’inedito ruolo di terzino destro. L’ex Potenza non vedeva il campo da più di due mesi, quando Mignani si affidò a lui a Reggio Emilia, in quelli che sarebbero stati i suoi ultimi 45 minuti da allenatore del Bari. Da quel momento tanta panchina, chiuso dagli inossidabili Di Cesare e Vicari e relegato in fondo alle gerarchie dalla presenza dell’affidabile Zuzek. Contro la Samp è arrivata la chance tanto attesa, che Matino non si è fatto sfuggire. Agendo da terzo centrale in fase di non possesso e da terzino bloccato in possesso, Matino ha fornito una prova concreta e robusta, senza perdere mai la concentrazione, anche nei momenti più concitati.

Si può affermare che il contesto tattico abbia semplificato il suo ambientamento nella squadra. Matino è il prototipo del difensore da retroguardia a 3: è aggressivo, ha struttura, è roccioso nei duelli e predilige un approccio proattivo ad uno reattivo in marcatura. Affiancato da un veterano come Di Cesare, anche le piccole sbavature commesse (ad esempio qualche tentativo di anticipo un po’ avventato) sono passate inosservate perchè coperte dall’esperto compagno, lasciando spazio a tutto ciò che di buono ha fatto.

Nel complesso la prova è stata ampiamente sufficiente, a conferma delle parole che Mignani, interrogato sulla necessità di un quinto centrale, dedicò a lui e a Zuzek: ‘Sono due soldati, entrambi affidabili’.

Matino allenamento
Copyright: SSC Bari

Le bocciature di Marino

Nel finale di gara Marino ha adottato scelte singolari per gestire il vistoso calo avuto dalla squadra. Menez ha rimpiazzato Nasti nel ruolo di prima punta, offrendo un’interpretazione ovviamente differente del ruolo, mentre Dorval e Acampora hanno dato il cambio ad Achik ed Edjouma. Il Bari ha dunque concluso la gara con un terzino ad affiancare Menez e Sibilli in avanti e, dopo il gol di quest’ultimo, con Bellomo a rilevare proprio l’ex Pisa. Le scelte di Marino, dettate da giudizi ormai incontrovertibili su calciatori fuori dal progetto come Aramu e Morachioli, hanno condizionato il finale di gara del Bari, limitando le opzioni per risalire il campo e stimolando l’assedio della squadra. Inutile sottolineare l’insostenibilità di una situazione del genere a lungo termine, dunque è plausibile che le bocciature di Marino aprano ulteriori scenari di mercato da vagliare con attenzione nelle prossime settimane.

Bellomo Aramu Allenamento Bari
Copyright: SSC Bari

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By Giovanni Fasano

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