Marino e il Brescia, storia di un dissapore. E a domanda su Cellino glissa

Pasquale Marino nel corso della sua lunghissima e titolata carriera ha allenato il Brescia, stagione 2017/18. Il tecnico del Bari fu chiamato in luogo dell’esonerato Boscaglia dal presidente Massimo Cellino, tuttora alla guida della formazione lombarda. Un rapporto, tra i due, che evidentemente non è fatto di sorrisi e strette di mano.

Marino, infatti, fu esonerato dopo tredici giornate, con un bilancio di tredici punti. Dal 12 ottobre 2017 al 15 gennaio 2018: tre mesi è durata la sua avventura bresciana. La cosa sorprendente è che l’esonero avvenne al termine del ritiro invernale e a soli 6 giorni dalla ripresa del campionato. Una decisione, dunque, inaspettata, che colse di sorpresa lo stesso allenatore. Una decisione che si dice sia frutto della scelta del mister di giocare col 4-3-3, a dispetto delle indicazioni di Cellino di un più coperto 3-5-2.

C’è dell’altro. Cellino provò a richiamare Marino per farlo andare in panchina l’ultima di ritorno ad Ascoli, gara decisiva per salvezza, dopo che da tre giornate aveva puntato su Pulga. Marino rispose picche e si procedette quindi alla inevitabile rescissione del contratto. L’allenatore del Bari allora rinunciò ad un anno contratto, entrando nella ristretta lista di chi ha rifiutato in carriera un ritorno in panchina con Cellino.

Marino
Copyright: SSC Bari

Le parole di Marino su Cellino

A riprova, durante la conferenza stampa di ieri Marino è stato interrogato sulla sua esperienza bresciana e il rapporto con Cellino. «È passato di tempo, a me piace guardare avanti» le parole lapidarie dell’allenatore, pronto domani a prendersi una piccola vendetta.

 

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By Redazione PianetaBari

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