Bari, uno sguardo alle statistiche. Il dato sugli xG fa tremare, giù anche nei duelli vinti

Un occhio alle statistiche alla sosta del Bari

Il calcio, si sa, spesso non è veritiero nei suoi risultati. Può bastare un centimetro a modificare gli esiti di partite o a volte stagioni intere (e il Bari lo sa bene). Per questo motivo, è sempre meglio analizzare la prestazione prima del risultato. Per esaminare le prime quattro partite di campionato del Bari, abbiamo dato uno sguardo alle statistiche avanzate a disposizione, spesso più rivelatorie, per avere un’idea più chiara del quadro prestazionale biancorosso. I dati menzionati in questo articolo provengono dalla piattaforma Wyscout, azienda leader mondiale nella match e data analysis.

Bari, scarsa produzione offensiva e falle difensive

Dando uno sguardo alla metrica principale per individuare la produzione offensiva, si capisce subito come questo inizio di stagione sia stato abbastanza fortunoso per il Bari. Parliamo degli expected Goals: spesso impropriamente tradotti come “goal previsti”, si tratta di una statistica che valuta la probabilità (da 0 a 1) che la palla finisca in rete per ogni tiro in base a: posizione del tiro, modalità di conclusione (piede o testa), tipo di assist e diverse altre variabili (per una panoramica completa, qui si trova il glossario; qui una mini-guida in italiano). Solo il calcio di rigore ha un valore xG prestabilito, a 0,76.

Nelle prime quattro partite, il Bari ha fatto segnare una media di 0,66 xG, con il picco di 1 xG nella partita contro il Cittadella, subendo al contempo 1,56 xG a partita (peggior uscita l’esordio contro il Palermo a 1,93, “drogata” dal rigore di Di Mariano; se si esclude quella, la peggiore è il pareggio di Terni, con 1,73 xG subiti). Ciò vuol dire che le conclusioni prodotte dal Bari hanno avuto un valore aggregato di quasi un gol a partita in meno degli avversari.

Bari
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Il dato sui tiri conferma la subalternità biancorossa: un totale di 10,25 conclusioni a partita (di cui 2 nello specchio, 19,51% di precisione) contro i 16,50 tiri degli avversari (di cui 3,75 nello specchio, 22,73% di precisione). Incrociando i dati con quelli precedentemente illustrati degli xG, si giunge ad un altro dato preoccupante: i tiri del Bari valgono 0,06 xG circa per tiro, mentre quelli degli avversari 0,09 xG per tiro. Dunque: non solo si tira poco (e dunque si produce meno), ma lo si fa anche con minor qualità rispetto agli avversari.

Scarso volume di gioco, pochi duelli vinti, più palle perse

Continuando a sfogliare l’Excel che raccoglie i dati biancorossi il risultato è impietoso: il Bari ha compiuto 374 passaggi a partita (310,25 riusciti, 82,95% di precisione), contro i quasi 410 degli avversari (343,5 riusciti, 83,83% di precisione). Dati di precisione molto simili, a fronte di una produzione di gioco leggermente maggiore di chi si ritrova contro il galletto; la squadra di Mignani sta ancora uscendo dal guscio della reattività formatosi lo scorso anno.

Come raccontato stamane sul nostro sito da Giovanni Fasano, l’obiettivo cercato con gli ultimi acquisti  è quello di avere più confidenza con il pallone tra i piedi ed essere una squadra maggiormente manovriera; la speranza è che anche il dato del possesso palla (oggi il Bari ha il 48,32% di media nel possesso palla, contro il 51,68% nemico) veda un Bari più padrone delle partite.

Anche nei duelli individuali (dato fondamentale, ne parlavamo dopo la trasferta di Cremona) il Bari sta patendo: ne ha vinti 86,75 a partita, contro i 97,25 delle squadre avversarie. Ultimo dato che mette il Bari di fronte ad un’ulteriore situazione di succubanza è quello dei palloni recuperati e persi: 95,25 le volte in cui il galletto ha mediamente perso palla in partita, rispetto alle 91,50 di chi ha giocato contro il galletto; 70,75 i palloni recuperati dai piedi degli avversari, contro i 72,25.

Un dato, paradossalmente, meno negativo rispetto agli altri. Tuttavia, se si entra nel dettaglio, anche questa statistica fa riflettere: 22,75 i palloni persi bassi, sempre più sanguinosi e pericolosi, contro i “soli” 14 degli avversari; 7,50 i recuperi in zona alta, i più utili a riavviare la controffensiva, contro i 15 degli avversari.

Nasti
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Bari, resettare da zero per ripartire

La reazione più immediata, dopo aver letto questa sfilza di numeri oggettivamente preoccupanti, sarebbe quella di entrare nel panico: “Il Bari ha subito troppo ed è stato solo fortunato”, potrà pensare qualcuno. Questo è oggettivamente vero, da un lato, se si pensa anche ai tre legni colpiti dagli avversari (Vasic, Cassano e Raimondo) e al rigore sbagliato da Di Mariano.

La cosa migliore da fare, però, sarebbe piuttosto prendere un sospiro di sollievo: quel che è fatto è andato. Ora il Bari, dopo un mese complicatissimo, dovrà alzare i ritmi. Il calendario non è stato dei più semplici, ma certo in B nessuna squadra è facile da affrontare. È legittimo chiedere un netto salto di qualità prestazionale a Mignani e i suoi al ritorno dalla pausa nazionali.

SIbilli Cremonese-Bari
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By Gianluca Losito

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