Au revoir Cheddira

Il Focus su Walid Cheddira

Dopo due anni e un mese, è terminata l’avventura con la maglia del Bari di Walid Cheddira. Arrivato in biancorosso nel luglio 2021 come un giovane di belle speranze, il centravanti italo-marocchino lascia i colori biancorossi con un bilancio di 28 gol e 10 assist. Cheddira è oggi un attaccante in rampa di lancio, diretto verso la Serie A, che disputerà con la maglia del Frosinone (in prestito dal Napoli). Le due stagioni del ragazzo di Loreto sono state attraversate da alti e bassi (più i primi dei secondi), ma qual è il bilancio definitivo?

La prima stagione di Cheddira: tra mesi difficili e i gol pesanti

Arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Parma, Cheddira rappresentò una delle scommesse più consistenti del primo mercato di Ciro Polito. I primi segnali furono positivi: già all’esordio in Coppa Italia Serie C contro la Fidelis Andria il classe 1998 mostrò alcune delle sue qualità migliori, facendo ammattire i difensori avversari con i suoi scatti e controscatti. Solo il palo gli negò la gioia del gol, che però non tardò ad arrivare: la prima esultanza in biancorosso di Cheddira risale alla seconda giornata di quel campionato, un gol di rapina contro il Monterosi.

Nei primi mesi di campionato, Cheddira alternò belle prestazioni ad altre più frustranti, accumulando altri due gol nelle gare vittoriose contro Turris e Campobasso. Dopo la dura sconfitta di Francavilla Fontana, Mignani lo mise da parte per un po’: solo un’uscita da titolare fino alla sosta natalizia, scalzato da un Daniele Paponi che garantiva un maggior lavoro spalle alla porta, assecondando la libertà nei movimenti di Antenucci e Botta. Al ritorno dalla sosta natalizia, il ritorno del vero Cheddira: la partita contro il Catania (oggi cancellata dalla Giustizia Sportiva, ma irrimediabilmente parte del percorso di crescita del singolo e della squadra) fu una svolta per lui e per l’impostazione offensiva del Bari.

Collaudata la coppia con Antenucci, Cheddira migliorò il volume di prestazioni e si specializzò nelle marcature di gol pesanti come macigni. Il diagonale di Torre del Greco; la scivolata di Foggia; il tap-in contro la Virtus Francavilla. Dalla partita dell’andata, che lo mise ai margini, a quella di ritorno, che ne confermò una volta per tutte il ruolo da centravanti titolare della formazione di Mignani. Sono a fine anno 6 i gol messi a segno (7 se si considera quello al Catania): un bottino tutto sommato positivo, contornato dalla generosità di un attaccante che nella prima stagione in biancorosso mostra tanti bei propositi ma poca freddezza sotto porta (7 gol a fronte di 9,54 expected Goals accumulati, dato Wyscout).

Cheddira
Cheddira e la tripletta al Verona. Copyright: SSC Bari

L’esplosione di Cheddira in Serie B e l’esperienza Mondiale

È piuttosto evidente che a giugno 2022 nemmeno il più ottimista degli estimatori di Cheddira si sarebbe aspettato il tipo di exploit avuto dall’attaccante del Bari nella stagione 22/23. Dopo una lunga trattativa con il Parma proprietario del cartellino, Polito strappa un accordo all’epoca favorevole: 180 mila euro per il cartellino più il 50% sulla futura rivendita. Un affare per cui molti hanno storto il naso sul momento, ma che si è dimostrato a dir poco lungimirante. Da una Coppa Italia (quella di Serie C) ad un’altra (quella principale), la magia di Walino scatta sempre in piena estate: la doppietta contro il Padova è solo un antipasto di una prima parte di stagione da sogno.

Una settimana dopo, il Bari si presenta al “Bentegodi” di Verona per stupire, ed è quello che fa: 1-4 senza appello, Cheddira protagonista assoluto con una tripletta, la prima (ad oggi unica) della sua carriera. Il numero 11 biancorosso si porta il pallone a casa con tre reti d’autore: nella prima fa pattinare Günter, ingannando Montipo’ in controtempo; la seconda arriva su calcio di rigore; la terza è “alla Cheddira”, nell’area piccola dopo aver vinto un rimpallo. L’Italia intera scopre un attaccante sorprendentemente prodigioso nell’area avversaria, protagonista di una partenza a razzo in Serie B: arrivano 8 gol e 5 assist nelle prime 8 partite, numeri da capogiro.

A settembre vince il Premio AIC di Giocatore del mese della Serie B, arrivano i primi interessi da squadre di categoria superiore ma soprattutto la prima convocazione in nazionale. Dopo alcune voci su una possibile chiamata del ct Mancini, è il Marocco – nazione dei suoi genitori – a convocarlo: Walid Regragui vede qualcosa in lui e gli regala l’esordio con i Leoni dell’Atlante, il 23 settembre in amichevole contro il Cile. Convinto dall’attaccante, il commissario tecnico decide di convocarlo anche per il Mondiale. A novembre Cheddira vola in Qatar, lasciando un Bari che nel frattempo non rallenta (10 punti e 10 gol in 6 partite) ma sente la mancanza del suo capocannoniere.

Nel frattempo, l’esperienza di Cheddira nella kermesse internazionale è agrodolce. Il Marocco è la sorpresa assoluta del torneo, rivelandosi la prima squadra africana a raggiungere la semifinale di un campionato del mondo, ma Cheddira rimane sullo sfondo nelle prime battute. L’esordio mondiale arriva negli ottavi contro la Spagna, in cui ha un paio di occasioni per incidere ma si fa ipnotizzare; l’ingresso contro il Portogallo è più negativo, e si conclude con un ingenuo cartellino rosso per doppio giallo che gli fa saltare la semifinale contro la Francia.

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Cheddira durante Bari-Cosenza. Copyright: SSC Bari

Il girone di ritorno di Cheddira: il suo crollo un “falso storico”

Tornato a Bari, Cheddira incide subito nel prestigiosissimo Boxing Day contro il Genoa, ma la sua rete non basta ad evitare l’1-2 che spalanca le porte alla fuga per il secondo posto del Grifone. Anno nuovo, girone nuovo: molti sostengono erroneamente che la seconda parte di campionato di Cheddira sia stata opaca e negativa. 7 gol e 2 assist sono un bottino di tutto rispetto per un attaccante all’interno di un girone; una media che in proiezione porterebbe ad un totale di 14 reti e 4 passaggi decisivi, risultato egregio per qualsiasi attaccante di categoria.

Se c’è stata una colpa nel girone di ritorno di Cheddira, è stata semplicemente quella di non essere all’altezza del girone di andata; un compito pressoché impossibile da assolvere, vista l’overperformance accumulata nei primi mesi sulle ali dell’entusiasmo.

Anche il girone di ritorno è stato proficuo per Cheddira e per il Bari. Senza dilungarsi troppo, basti pensare allo scatto bruciante con cui fulmina Buffon e si guadagna il primo rigore in Bari-Parma, o alla trasferta di Ferrara che spalancò le porte all’intesa con Sebastiano Esposito, o infine alla gemma da fuori nell’ultima giornata al “Ferraris” contro il Genoa. Il girone di ritorno non è stato una delusione, anzi; piuttosto, un reality check delle qualità di Walo, che probabilmente non sono quelle taumaturgiche di agosto e settembre 2022, ma sono solide per costruire una carriera più che dignitosa.

Nei due anni a Bari, Cheddira ha dimostrato di saper giocare sia con un’altra punta, allargandosi e portando via difensori, che come terminale unico di una squadra infarcita di centrocampisti offensivi, fungendo da muro tramite cui far progredire le azioni. I suoi attacchi alla profondità, col suo tipico andamento ciondolante che avanzava perlopiù facendo forza sulle spalle, hanno messo in difficoltà parecchi difensori tra Serie C e B.

Se si deve muovere una critica a Cheddira, quella riguarda i play-off. 360 minuti in cui l’attaccante della nazionale marocchina non è mai uscito dal campo si sono tradotti in 0 gol e diverse occasioni sprecate, soprattutto nella gara d’andata contro il Cagliari (merito anche di un Radunovic insuperabile, ad onor del vero). Un dato che però non va demonizzato: certamente ci si aspettava di più, ma certamente Cheddira non si è eclissato.

In quelle partite, marcato stretto ad uomo da due difese forti (3° miglior dato della Serie B a pari merito, proprio davanti al Bari), il marchigiano ha lavorato molto spalle alla porta, sebbene anche in quel frangente avrebbe potuto fare meglio. Il finale triste non deve cancellare una favola sportiva, quella che ha legato una piazza ed un calciatore vicendevolmente grati per quanto raccolto in questo rapporto, che ha superato ogni più rosea previsione.

Cheddira al Frosinone: un futuro da conquistare

Dopo una lunga gavetta nelle categorie minori, arriva la Serie A per Cheddira. Scelto da uno storico ex Bari come Guido Angelozzi, Walo si giocherà il posto con altri due giovani in rampa di lancio: il tedesco Marvin Cuni e il molisano Gennaro Borrelli (due anni fa a Monopoli). Una concorrenza che vede partire i tre pressoché sulla stessa linea, anche se Cheddira potrebbe patire il fatto di essere l’unico dei tre in prestito.

Dal punto di vista squisitamente tattico, Cheddira si troverebbe per la prima volta in carriera a giocare come punta di un attacco a 3: anche a Mantova duettava con Ganz e a Bari, nelle occasioni in cui è stato unico attaccante, è stato spesso assistito da calciatori dalle caratteristiche variegate, piuttosto che da due ali pure. In Caso troverà un dribblomane simile a Morachioli per caratteristiche, con il quale potrebbe affinare presto l’intesa; il suo profilo sembra adatto alle richieste di Eusebio Di Francesco, che in carriera ha esaltato le caratteristiche di attaccanti istintivi come Zaza e Joao Pedro.

By Gianluca Losito

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