Dopo un finale di stagione vissuto con l’acqua alla gola, il Bari, con un colpo di reni, è riuscito a guadagnarsi l’accesso ai playout. Tra i biancorossi e il mantenimento della categoria ci sarà la Ternana di Roberto Breda, che potrà anche giovare del vantaggio del doppio risultato per raggiungere l’obbiettivo salvezza.
Il momento di forma delle squadre è diverso: la Ternana, nonostante un mercato invernale nel quale ha perso diversi giocatori cardine, ha disputato un finale di stagione in crescendo, culminato con due vittorie di misura determinanti per tirarsi fuori dalle ultime tre posizioni. Il Bari arriva a questo epilogo con il sollievo di aver ritrovato la vittoria dopo 12 gare di astinenza, ma con la consapevolezza di dover fare un ulteriore passo avanti per salvare una stagione travagliata.
Il primo dei due match è in programma oggi, alle 20:30, al San Nicola, e sarà determinante per gli equilibri del doppio scontro. Per l’occasione vi proponiamo una preview del match nella quale, oltre a presentare le caratteristiche dell’avversario di giornata, cercheremo di individuare le possibili mosse tattiche di Giampaolo e Di Bari in virtù di un match da vincere obbligatoriamente. In conclusione, il consueto approfondimento sulle scelte di formazione dello staff del Bari.

Le caratteristiche della Ternana
Da quando Roberto Breda siede in panchina, la Ternana ha trovato una continuità di rendimento importante. Facendo una proiezione in base alla media punti mantenuta in queste 26 partite, se Breda avesse diretto la Ternana da inizio anno adesso gli umbri sarebbero ai playoff con l’ultimo posto a disposizione. Sin dal suo arrivo ha imposto il suo credo tattico, lavorando su uno schieramento che contemplasse 3 difensori dietro ma anche tre uomini offensivi a garantire peso ed imprevedibilità. Con l’addio di Falletti, che in questo 3-4-1-2 rappresentava quell’uno da cui passavano tutte le trame offensive della Ternana, Brera ha lentamente plasmato la squadra in base alle caratteristiche delle nuove individualità inserite in rosa.
Adesso la Ternana si dispone con un 5-3-2 ermetico e compatto in fase di non possesso, teso a congestionare il più possibile gli spazi e ad orientare il possesso avversario verso le fasce. Qui la pressione si intensifica, con Carboni e Favasuli (o Casasola) molto disciplinati nell’accorciare sul portatore di palla avversario. Nel terzetto difensivo spicca il giovanissimo Lorenzo Lucchesi, centrale classe 2003 ben strutturato e molto abile nello sfruttare le leve lunghe a disposizione per intercettare i passaggi o le conclusioni avversarie. Inoltre, è aggressivo e spigoloso nei duelli con i diretti avversari.
In fase offensiva la Ternana ha un’interpretazione meno canonica rispetto ai classici 3-5-2 che popolano la categoria. Nell’ultimo periodo Breda sta dando continuità alla coppia atipica Di Stefano-Pereiro, due giocatori che tutto fanno tranne che occupare gli spazi solitamente riempiti da una prima punta. Di Stefano, brevilineo ed elettrico sui primi passi, tende ad allargarsi sulla sinistra per poi ricevere palla e convergere verso il centro; Pereiro, fantasista puro, agisce nei mezzi spazi, cuce il gioco, sovraccarica il lato palla e riempie l’area inserendosi in corsa.
A compensare i movimenti continui del duo d’attacco ci pensa Gregorio Luperini, vero e proprio attaccante ombra della squadra che partendo dalla linea dei centrocampisti occupa gli spazi lasciati sguarniti dai compagni. Questa conformazione offensiva potrebbe creare grossi grattacapi al suo Di Cesare-Vicari, entrambi molto bravi nel duellare con attaccanti di pari stazza ma che al contrario potrebbe soffrire se costretti a duellare con giocatori rapidi e sguscianti. Sarà dunque fondamentale il lavoro di filtro a carico dei due centrocampisti scelti da Giampaolo, che dovranno sia limitare le ricezioni di Pereiro che raddoppiare Di Stefano.

Le possibili mosse di Giampaolo
Per ovvi motivi, la squadra incaricata a fare la partita sarà il Bari e dunque sarà interessante leggere ed interpretare le scelte di Giampaolo in quest’ottica. L’ex tecnico della Primavera, coadiuvato dal suo staff, aveva inizialmente puntato forte sull’utilizzo di esterni in grado di generare superiorità numerica, per poi rivedere man mano il proprio piano iniziale a causa di una mancanza di equilibrio evidente in fase di non possesso.
Il compromesso pare essere quello di un 4-2-3-1 ma con un centrocampista di passo e fisicità come Acampora impiegato a ridosso delle due mezze punte. Nonostante la partita richieda un approccio offensivo e coraggioso, risulta difficile immaginare un Bari a trazione anteriore sin dalle prime battute, quindi è plausibile che Giampaolo confermi questo schieramento.
Il centrocampo dovrebbe essere dunque composto da Benali, uno tra Maita e Maiello, con il secondo in vantaggio data l’ottima prestazione fornita contro il Brescia e le condizioni fisiche non perfetto dell’ex Catanzaro, e Gennaro Acampora come vertice alto del triangolo di centrocampo. Alle loro spalle possibile conferma per il quartetto visto a Brescia, quindi Pucino, Vicari, Di Cesare e Ricci, a protezione di Pissardo.
In attacco posto assicurato per Giuseppe Sibilli, i cui movimenti sulla trequarti dovranno dilatare le distanze tra le maglie avversarie, e Marco Nasti, sempre in vantaggio su George Puscas. Nelle ultime settimane ha ripreso quota Ismail Achik, più che sufficiente nella gara contro il Brescia e dotato di quel coraggio e quella sfrontatezza necessari in partite così tese e delicate. Aramu e Kallon forse avrebbero più argomenti per avanzare la propria candidatura, ma in questo momento è l’attitudine dell’ex Cerignola a fare la differenza.
La probabile formazione:
Bari (4-2-3-1): Pissardo; Pucino, Di Cesare, Vicari, Ricci; Maiello (Maita), Benali; Sibilli, Acampora (Maita), Achik; Nasti. All. F. Giampaolo.


