Protagonista in negativo nella scorsa stagione sulla panchina biancorossa, mister Vincenzo Vivarini è tornato a parlare della sua esperienza a Bari, intervenendo ai microfoni di PianetaSerieB. Il tecnico abruzzese si è soffermato sulla sua seconda avventura alla guida dei Galletti, conclusasi dopo appena otto partite, nelle quali ha raccolto quattro pareggi e altrettante sconfitte, senza mai riuscire a conquistare una vittoria. Di seguito le sue dichiarazioni.

Le parole di Vivarini
Vivarini parla del ritorno in Puglia: «Bari è stata un’altra scelta di cuore, ma a dir la verità non mi aspettavo per nulla la situazione che mi sono trovato ad affrontare. Avevo fatto un’analisi della rosa ed ero convinto che ci si potesse lavorare bene, ma ho avuto a che fare con una situazione di spogliatoio che mi ha fatto venire i brividi a ripensarci: c’erano alcuni giocatori che addirittura non volevano scendere in campo, e mi è capitato solo a Bari in carriera. Di conseguenza è stato complicatissimo entrare e dare una mano ai ragazzi, che erano troppo chiusi in loro stessi; in ogni caso io avrei dovuto essere più bravo in quella circostanza, capirli meglio e cercare di dargli più coraggio, ma c’era veramente una depressione totale».
L’ex tecnico torna anche sull’esordio ad Empoli: «Non sono nemmeno stato assistito dalla fortuna perché alcune partite avremmo potuto vincerle e non ci riuscimmo: l’emblema è stato il mio esordio, che finì con un sonoro 5-0 ad Empoli. Bari è una piazza che deve fare la Serie A, nemmeno la Serie B: a Bari devi vincere. Gli errori capitano nella vita, e devo ammettere che in questi ultimi due anni ne ho commessi parecchi: ad oggi sto ancora pagando per essi…»
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Ma veramente parla ancora?
Motivare i calciatori e metterli decentemente in campo è il tuo lavoro.
Soprattutto quando la squadra non va bene, altrimenti sono bravo anch’io.
Questa gente ha contribuito ad affossarci la scorsa stagione. E dopo aver toccato il fondo stiamo ancora scavando.