Tredici innesti nella sessione estiva, una rosa profondamente rinnovata e un obiettivo dichiarato: tornare in Serie B. Il mercato del Bari ha provato a voltare pagina dopo la retrocessione, ma dopo dodici giornate la domanda resta aperta: questa squadra ha davvero qualità ed equilibrio sufficienti per vincere il campionato?
Marino e Minadeo hanno puntato su un mix di esperienza e giovani, inserendo giocatori come Mogos, Tribuzzi e Della Morte, chiamati a fare la differenza in categoria. Nomi che lasciavano immaginare un contributo diverso da quello visto nelle ultime settimane. I tre pareggi contro Crotone, Casertana e Scafatese hanno così riaperto la riflessione anche sulla costruzione della rosa: oltre alle responsabilità dell’allenatore e al rendimento dei singoli, vanno valutate le scelte compiute in estate.

Attacco e centrocampo, dove serviva qualcosa in più
Il reparto offensivo del Bari è stato profondamente rivoluzionato sul mercato con gli arrivi di Guido Gomez, Karlo Butic, Flavio Bianchi, Matteo Della Morte, Alessio Tribuzzi e Mattia Esposito. Le alternative non mancano, ma la loro presenza non si è ancora tradotta in una produzione offensiva convincente.
Gomez ha segnato nelle ultime due partite di campionato e sta offrendo segnali di crescita, ma fino a quel momento aveva ampiamente deluso, al netto degli infortuni. Butic ha dimostrato di poter incidere, con 4 gol pesanti in campionato, ma deve trovare maggiore continuità . E in tal senso è evidente la mancanza di un’alternativa di ruolo ai due centravanti, con il Bari a più riprese a secco di un valido ricambio in questo primo terzo di campionato.
Il contributo di Bianchi ed Esposito resta discontinuo, mentre dalle corsie continuano ad arrivare risposte insufficienti. Della Morte e Tribuzzi sono ancora senza gol in campionato. Un limite pesante per una squadra costruita attorno al 4-3-3, nel quale agli esterni vengono richiesti capacità di creare superiorità , presenza in area e incisività negli ultimi metri. Rastelli deve valorizzarli meglio, ma anche chi li ha scelti è chiamato a valutare quanto il reparto risponda alle esigenze del progetto tecnico.

Centrocampo, gli infortuni hanno fatto emergere le fragilitÃ
Le perplessità riguardano anche il centrocampo. I problemi fisici di Darboe e Grgic hanno ridotto le possibilità di scelta, mettendo alla prova la tenuta del reparto. Il Bari ha faticato a trovare ritmo, qualità nella costruzione e capacità di reggere il confronto quando gli avversari hanno alzato l’intensità .
Mendicino e Prisco rappresentano risorse sulle quali lavorare, ma ai giovani serve un contesto capace di sostenerli. La presenza di Maggiore alza il valore del reparto, senza però risolverne automaticamente tutti i problemi. È lecito chiedersi se sia stato trovato il giusto equilibrio tra esperienza, prospettiva e caratteristiche tecniche. Per puntare alla promozione servono alternative che permettano alla squadra di mantenere un livello competitivo anche quando vengono meno alcuni titolari.
E un centrocampista come Gelli, accostato nelle ultime battute ma smentito seccamente dal ds, avrebbe forse fatto comodo.

Il mercato di gennaio può aiutare, ma al Bari servono risposte
La difesa offre un dato incoraggiante: otto reti incassate in dodici giornate. Un rendimento che, tuttavia, non cancella gli affanni nella gestione delle partite e gli spazi concessi nelle ultime uscite. Il Bari deve riuscire a costruire gioco senza perdere equilibrio e a cercare la vittoria senza esporsi continuamente alle ripartenze.
Il mercato ha consegnato a Rastelli diverse possibilità di scelta. Spetta al tecnico farle rendere, mentre alla dirigenza compete capire se le difficoltà dipendano soprattutto dall’utilizzo dei giocatori oppure da lacune nella composizione della rosa.
Gennaio potrebbe richiedere interventi mirati, soprattutto se centrocampo ed esterni continueranno a offrire le stesse risposte. Nel frattempo, però, il Bari deve ritrovare competitività con gli uomini a disposizione.
La promozione resta un obiettivo raggiungibile, ma il Potenza è già a sette punti di distanza. Le ambizioni dichiarate in estate devono trovare conferma nelle prestazioni: il secondo posto tiene aperta la corsa, senza certificare che il lavoro sul mercato sia stato sufficiente.
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