Il Bari ha imboccato una strada pericolosa e Massimo Rastelli sta consumando il credito costruito nella prima parte della stagione. Il pareggio contro la Scafatese ha lasciato un’immagine preoccupante: una squadra che trova il vantaggio, sembra avere la partita nelle proprie mani e poi perde progressivamente ordine, lucidità e coraggio, rischiando a più riprese di perdere. Un’involuzione preoccupante, ammessa dallo stesso allenatore, la cui posizione, tuttavia, al momento resta salda.
L’indicazione che arriva dalla società è chiara: Rastelli non è in discussione. Una linea sostenuta anche dallo spogliatoio, che attraverso uno dei suoi leader, Mogoș, ha difeso pubblicamente l’allenatore. Una compattezza importante, che adesso deve trovare riscontro nelle prestazioni. La fiducia della dirigenza ha un peso, così come la presa di posizione dei giocatori. Ma il rendimento impone riflessioni serie. E la prossima trasferta di Picerno, in caso di sconfitta, potrebbe diventare un’ultima spiaggia anche per una panchina che oggi la società considera salda.

Bari, Rastelli riconosce i problemi
Le parole dell’allenatore aggravano ulteriormente il quadro. «Nel secondo tempo non abbiamo giocato da squadra», ha ammesso Rastelli, spiegando che dopo l’1-1 «i ragazzi si sono persi». È una diagnosi severa, che chiama direttamente in causa chi quella squadra deve prepararla e guidarla.
Riconoscere l’involuzione è necessario. Correggerla è il compito per il quale un allenatore viene scelto. Il Bari continua invece a riproporre gli stessi difetti: una manovra lenta, poche soluzioni negli ultimi metri, distanze che saltano quando si perde il pallone. Le partite scorrono e le risposte tardano ad arrivare.
Il Crotone ha lasciato il San Nicola con un punto e più di un’occasione per vincere. A Caserta il Bari ha strappato un pareggio dopo aver subito a lungo l’iniziativa avversaria. Contro la Scafatese, dopo il buon avvio, sono stati ancora gli ospiti a costruire le opportunità migliori. Tre pareggi tutti immeritati che, per come sono maturati, descrivono una squadra in difficoltà anche nel difendere il risultato, oltre che nel cercare la vittoria.

Gli infortuni pesano, gli alibi non aiutano
Le assenze hanno inciso, alcuni rientri richiedono tempo e la costruzione del gruppo ha avuto le sue difficoltà. Tutto vero. Ma organizzazione, compattezza e capacità di affrontare un momento negativo devono essere il lavoro quotidiano di un allenatore, soprattutto quando le condizioni non sono ideali.
Anche il richiamo allo stadio vuoto appare fuori luogo rispetto alle urgenze del campo. Il sostegno del pubblico può aiutare, certamente. La squadra deve però saper conservare equilibrio e lucidità anche davanti a pochi spettatori. Il San Nicola deserto rende il contesto più triste; non spiega perché, dopo un gol subito, il Bari smetta di funzionare.
Rastelli deve dare risposte anche attraverso le scelte. Le gerarchie vanno rimesse in discussione quando il rendimento lo impone, i correttivi devono incidere sull’andamento delle partite e i giocatori devono essere messi nelle condizioni di rendere. Continuare ad aspettare che siano le qualità individuali a risolvere tutto espone il Bari agli stessi problemi ogni settimana.
Le parole di Mogoș hanno chiarito la posizione dello spogliatoio. Un segnale di compattezza importante, che va raccolto e tradotto in prestazioni. Chi difende l’allenatore deve aiutarlo attraverso attenzione, personalità e scelte migliori durante la partita. Troppi giocatori stanno offrendo meno di quanto sarebbe lecito attendersi, soprattutto nei momenti in cui servirebbe prendere per mano la squadra.

Picerno può diventare il punto di non ritorno
Picerno può diventare uno spartiacque. Un’eventuale sconfitta, soprattutto se accompagnata dall’ennesima prestazione confusa, aggraverebbe la crisi e potrebbe aprire riflessioni sulla guida tecnica che oggi la società non intende mettere in discussione.
È questo il rischio che il Bari deve evitare. La trasferta lucana richiederà una squadra capace di mantenere le distanze, costruire gioco e affrontare le difficoltà senza perdere la testa. Servono punti e segnali concreti di ripresa, perché il margine per continuare a rinviare le risposte si sta restringendo.
I dirigenti del Bari Marino e Minadeo hanno scelto di sostenere Rastelli. I giocatori hanno fatto altrettanto. Ora quella fiducia deve trovare riscontro sul campo: il tecnico attraverso soluzioni efficaci, la squadra attraverso prestazioni all’altezza. Un altro ko a Picerno potrebbe però cambiare lo scenario e aprire quelle riflessioni sulla panchina che oggi la società esclude.
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