Terminato il playout di ritorno tra Sudtirol e Bari, mister Moreno Longo ha parlato in zona mista della prestazione della squadra della retrocessione sancita sul campo del Druso. Di seguito le sue parole ai microfoni di RadioBari, clicca qui per leggere la cronaca del match.

Le parole di Longo
Le prime parole dopo la retrocessione: „C’è da dir poco se non chieder scusa a tutte le persone che hanno riversato verso di me le aspettative di questa salvezza, che mi incontravano per strada chiedendo di salvare il Bari e tutti i tifosi cje ci hanno seguito. Non posso che scusarmi, dire che ce l’ho messa tutta ma non ce l’ho fatta. Ci ho sperato fino alla fine di regalare questo sogno alla città ma non ce l’ho fatta».
Longo continua: “Sono qui a prendermi le responsabilità, quando succedono queste annate se le prendono tutti. Io i sette mesi precedenti e i quattro miei li separato an che molto bene, sotto la mia gestione il Bari ha girato da nono posto. E’ una analisi che faccio, eravamo penultimi e morti prima di cominciare, vero che siamo morti adesso ma ci siamo creati una opportunità che non abbiamo sfruttato. Abbiamo ereditato una squadra con problematiche, l’abbiamo resa viva in un percorso con 7 vittorie, abbiamo fatto 22 gol in 28 partite, gli stessi punti del Modena e due in più della Juve Stabia. Sono dati che oggi si buttano via perchè retrocessi ma i primi quattro mesi non si possono paragonare con i primi sette”
Sulla scelte fatte: “Sono scelte che rifarei, le abbiamo fatte ponderando l’avversario che avevamo difronte. Era molto fisico e si è visto nell’azione del gol. Sicuramente ho fatto gli errori come tutti, noi purtroppo rispetto a voi dobbiamo fare le scelte prima e non dopo. Non sono qui a trovare scuse, credo che la squadra abbia attinto a tutto quello che poteva dare. Avremmo voluto sfruttare di più Verreth, ma non sapete cosa c’è dietro. La squadra aveva bisogno di corsa, gamba e dinamismo ed abbiamo scelto giocatori per quelle caratteristiche. Le scuse credo vadano date, Bari non merita questo ma non si può dire che questa squadra non ci abbia provato in tutti i modi”
Sui numeri: “Quando parlo di questi numeri parlo per la situazione che si è trovata, mancavano 10 giorni alla fine del mercato e vi posso dire 5/6 giocatori che si potevano prendere ma non sono voluti venire. Sono stati presi quelli prendibili per rafforzare questa squadra”
Sul non essere stato richiamato: “E’ stata una scelta societaria, ho un rammarico e lo dico anche con un pizzico di presunzione: quello di non essere arrivato prima. Questo gruppo anche con mille problemi ha affrontato questi mesi con dignità cercando di non mollare fino alla fine, abbiamo sempre provato a stare in piedi. Usciamo senza aver perso una partita, avendo avuto almeno due tre palle per portarla a casa sia all’andata che al ritorno. Non ce l’abbiamo fatta e abbiamo chiesto scusa. L’avversario era di valore, non abbiamo giocato contro nessuno. Sono qui a prendermi le responsabilità però i primi sette mesi sono una cosa e gli altri quattro un’altra”
Sulla non chiamata di Longo e la non riconferma a giugno scorso: “Quando parlo di società credo che si siano parlati presidente e direttore, per loro in quel momento li era la scelta migliore”
