Rastelli: “Sfida bellissima e piena di insidie. I 3 anni fermo? Una mia scelta. Voglio una squadra ignorante”

Le parole di Rastelli
Rastelli

Nella giornata di sabato, il Bari ha annunciato il suo nuovo allenatore: Massimo Rastelli. Il classe 1968, fermo da 3 anni e reduce da esperienze poco fortunate con Pordenone ed Avellino, ripartirà dal capoluogo pugliese con determinazione e voglia di rivalsa. Quest’oggi, la sua presentazione in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.

Rastelli
Copyright: Valerio Pennicino/Getty Images – Via OneFootball

Le parole di Rastelli

Il saluto di mister Rastelli: «Anche da parte mia va il ringraziamento per la vostra presenza, sono molto emozionato e al contempo felice di essere qui».

Sulle pressioni attese: «Siamo dei professionisti, abituati a reggere le pressioni. Da parte mia c’è un grande entusiasmo, che mi darà la forza per superare le difficoltà che giorno dopo giorno incontrerò sul mio cammino».

Da dove ripartirà Rastelli: “Riparto dal grande entusiasmo e dal tentare di vincere questa sfida, devo ringraziare la proprietà e Marino. Da parte mia ci sarà totale abnegazione per presentare una squadra double face, ignorante ma col coltello fra i denti quando la palla ce l’hanno gli avversari, tutti faranno la partita della vita per cercare di batterci. La sfida è bellissima, piena di insidie, ne sono consapevole. Ho già vissuto situazioni del genere, ho l’esperienza per capire come intervenire subito.”

Su Protti ed il modulo da utilizzare: “Ho avuto piacere affrontare Igor, sarà compito mio ricordarlo come uomo che ha onorato al meglio le maglie indossate. Sarà un compito che cercherò di portare a termine, ho fatto tutti i sistemi di gioco, il 4-3-3 mi piace tantissimo, l’idea è di iniziare in questo modo, poi in ritiro cercheremo di trovare il vestito più adatto.”

Su Sibilli: “Lo apprezzo tantissimo, mi piace, avremo modo di parlarne in ritiro”

Sull’essere stato fermo per 3 anni: “Il mio essere stato fermo per un po’ è una scelta legato al fatto che aspettavo la chiamata giusta, quando il direttore mi ha chiamato ho riprovato certe sensazioni. Mi ha detto delle cose importanti, ma credo di essere un allenatore che nella sua carriera ha fatto cose importanti, il nostro lavoro è fatto di momenti positivi e altri meno positivi, ma il calcio ci da’ sempre l’occasione per ripartire. Non posso far altro che mettermi al lavoro, facendo cambiare idea a chi è scettico.”

Rastelli

Sulla gestione del gruppo e delle partite: «Accettando questa sfida sono conscio e consapevole delle difficoltà ma anche l’entusiasmo e la voglia di rimettermi a lavorare cercando di toccare tutti i punti che la mia esperienza mi ha insegnato, cercando di entrare in empatia con i calciatori perchè so come ragionano e attraverso il lavoro quotidiano. Il compito di un allenatore sia quello di sfruttare le potenzialità e le qualità di ogni calciatore aiutandolo in una crescita costante, questo crea quella voglia di venire al campo ed allenarsi. Il mio compito è quello partendo da zero costruendo non solo la mentalità ma anche basi solide da un punto di vista tecnico tattico».

L’obiettivo primario: “L’obiettivo è rendere il calciatore sempre più consapevole, affinché sappia gestire al meglio i diversi momenti della gara. Sappiamo infatti che, nell’arco dei novanta minuti e oltre, si susseguono tante partite diverse, ciascuna con dinamiche e richieste specifiche. Attraverso le esercitazioni e tutto ciò che proponiamo durante il lavoro sul campo, cerchiamo di fornire ai calciatori tutti gli strumenti necessari affinché, in qualsiasi momento della partita, siano in grado di effettuare le letture corrette e prendere le decisioni più appropriate, con un unico obiettivo: portare sempre a casa il risultato.”

Sulla costruzione dal basso: “La costruzione dal basso? Può dare vantaggi, l’importante è far capire alla squadra perché lo facciamo, attraverso le esercitazioni dare ai calciatori tutti gli strumenti per leggere le varie situazioni”

Sulla richiesta di big: “Con la proprietà che con il direttore non c’è stato bisogno di parlare di niente, le ambizioni sono di tutti in egual misura”

By Redazione PianetaBari

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