Pierpaolo Marino non ha nascosto l’entusiasmo per il nuovo incarico al Bari, ma al tempo stesso ha evidenziato tutte le difficoltà della missione che lo attende. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il nuovo responsabile dell’area tecnica e direttore generale biancorosso ha definito quella barese come la sfida più difficile della sua lunga carriera, spiegandone i motivi. Una frase tutt’altro che banale se pronunciata da un uomo che ha attraversato tutta l’intera storia del calcio italiano dagli anni ’80 ad oggi.

Marino, perché Bari è la sfida più complicata
Dopo la retrocessione in Serie C, il Bari è chiamato a ricostruire praticamente da zero. Un compito complesso che richiederà tempo, ma che Marino affronterà con grande competenza e scelte mirate. Nel suo intervento, il dirigente ha sottolineato come il peso della piazza rappresenti un elemento tanto stimolante quanto impegnativo. Una sfida complicata, ma allo stesso tempo unica, della sua carriera. A differenza degli ostacoli del passato, a Bari l’obiettivo sarà molto diverso: risvegliare l’anima di una piazza affranta e distaccata dalle sorti della squadra cittadina.
Proprio per questo Marino ha volutamente descritto l’ambiente biancorosso come il più freddo tra quelli in cui ha lavorato. Una fotografia che stride completamente con tutto ciò che Bari ha sempre saputo offrire all’interno della sua lunga storia e che lo stesso Marino ha rimembrato con un ricordo relativa all’infanzia: «Un anno io facevo il raccattapalle e ad Avellino-Bari c’erano più tifosi biancorossi che avellinesi. Per un bambino sembrava il pubblico più bello d’Italia, poi iniziarono a lanciare i galletti sul campo. Segnò Mujesan, era il mio idolo dell’anno precedente ad Avellino, fu un dolore incredibile, ma il Bari mi è stato simpatico da allora».
Marino ripartirà proprio da qui: da un ambiente freddo, una rosa da rigenerare ed una sfida da vincere. La difficoltà non deriva soltanto dall’aspetto tecnico, ma anche dalla necessità di ricreare un’identità forte, ricostruire il rapporto con l’ambiente e allestire una rosa competitiva in tempi relativamente brevi. Le premesse son tutt’altro che positive ma, con esperienza e lavoro, nulla appare impossibile.
Le parole di Marino rappresentano anche una promessa di massimo impegno. Il nuovo dirigente sa di avere davanti una stagione fondamentale per il futuro del club e ha ribadito la volontà di lavorare senza proclami, puntando sulla costruzione di una squadra all’altezza delle ambizioni della società e della tifoseria. La strada sarà tutt’altro che semplice, ma proprio per questo, come ammesso dallo stesso Marino, quella di Bari rappresenta la sfida più difficile e affascinante della sua carriera.
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