Venerdì prossimo il Bari sarà impegnato nella delicatissima sfida playout contro il Sudtirol, primo atto di una doppio incontro che si preannuncia teso ed elettrizzante vista la posta in palio. A due giorni dal match, abbiamo parlato del momento della squadra biancorossa, della politica dei prezzi adottata dalla società, di Longo e della gestione De Laurentiis con l’ex capitano del Bari Giovanni Loseto. Di seguito le sue parole ai nostri microfoni.

Le parole di Loseto
Loseto, come stai vivendo questo momento del Bari?
«Lo sto vivendo con la preoccupazione di un tifoso, speriamo di salvarci e gettare alle spalle un’annata di m***a. Devono giocare due gare con gli attributi se vogliono almeno salvare la faccia, devono giocare con la cattiveria giusta e con la voglia di fare risultato».
Il Bari dovrà vincere almeno una delle due gare. Secondo te è un vantaggio o uno svantaggio?
«Secondo me sono più tranquilli: abbiamo perso la Serie A con due risultati su tre, oggi con un solo risultato possiamo salvare la faccia. Dobbiamo vincere la partita d’andata e andar lì poi portando la guerra calcistica, se facciamo 0-0 o 1-1 passano loro. Ci auguriamo che al San Nicola si possa fare un 2-0. Io preferivo incontrare un Empoli o una Virtus Entella, ma non la squadra di Castori. È abituato a fare questi campionato e li caricherà. I calciatori del Bari, o anche dell’Empoli, non sono abituati».
Cosa pensi degli avversari?
«Il Sudtirol non gioca male, ho visto la gara contro la Juve Stabia. Davanti ha gente di qualità come Verdi e Casiraghi, i due attaccanti sono bravi. Abbiamo trovato la squadra più tignosa da affrontare in questa situazione».

Il Bari ha abbassato i prezzi per il playout, è un provvedimento tardivo?
«È chiaro che stiamo morendo ed abbassano tutto per fare 20/25.000 persone. Tutta questa gente non ti deve preoccupare, ma ti deve dare quella carica in più. Io ero felice quando giocavo attorno a 60.000 persone. Noi ci siamo giocati la vita a San Siro contro il Milan, devono fare la stessa cosa. Chiedo a Longo di lavorare sulla testa dei ragazzi, non serve più la tecnica, la tattica e la resistenza».
Ti aspettavi tutti questi biglietti venduti nelle prime ore della prevendita per la gara contro il Sudtirol?
«Il barese farà 20.000, non abbandonerà mai la nave quando c’è da soffrire. Nei momenti di difficoltà darà una risposta a questi signori dicendo “Noi ci siamo, voi ci siete?”. Ho vissuto 500 partite con la maglia del Bari, so come è fatto il barese nel bene e nel male. Questo per fare capire a De Laurentiis, cosa gli costa fare una signora squadra? Il tifoso del Bari risponde».
Cosa non è andato questa stagione? Quali sono state le problematiche di fondo?
«Per vedere cosa non è andato dovremmo vivere lo spogliatoio. Poverini chi lavorava per la società, si sono adeguati al loro budget. L’allenatore deve dare una mano, a volte fa delle interviste dove butta a mare i calciatori e si salva lui. Non può accusare gli altri dicendo che abbiamo preso gol per errori individuali. Io la penso in questo modo. Gli errori sono stati di tutti, dai tre allenatori ai direttori sportivi. Se retrocediamo è peggio di un fallimento, a Napoli spendono 100 milioni di euro mentre qui neanche 5.000 e per questo ti rode. Dopo la gara contro il Cagliari si è vissuto di alti e bassi, nella scorsa stagione siamo stati all’interno dei playoff per tutta la stagione per poi perderlo e sentire Magalini dire che non era la fine del mondo. Non siamo a Mantova, sa cosa vuol dire Bari?».

I De Laurentiis cederanno a fine campionato? Oppure resteranno a Bari sino al 2028?
«Non credo, loro hanno detto che saranno qui sino al 2028. Siamo diventati la seconda squadra del Napoli e tutto tace. Dobbiamo dire grazie al Pescara se siamo ancora qui per giocarci un playout, in due settimane ti ha dato l’opportunità di salvarsi. Dobbiamo sfruttare questo momento, questi sono segnali che tu ce la puoi fare. Però non posso vedere una squadra giocare come i primi 20′ contro il Catanzaro. Ogni tanto devi fare qualche intervento decisivo sulla palla, non cattivo ma per dire “la palla è mia”».
Cosa direbbe Loseto ai calciatori prima della gara?
«Direi di gettare alle spalle le 38 gare precedenti, ora ci sono solamente due partite per cambiare la situazione. Non mi sento di fare un pronostico, temo molto Castori perché ha sempre lottato e viene dal basso».
