Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che coinvolge la SSC Bari, con i PM che negli scorsi mesi avevano chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale. In vista dell’udienza fissata per il prossimo 1° ottobre, la Procura ha depositato una nuova memoria con cui ribadisce la propria posizione sulla situazione economico-finanziaria del club biancorosso. A riportarne i contenuti è La Gazzetta del Mezzogiorno, che nell’edizione odierna dedica ampio spazio al caso.
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, per i magistrati non sarebbe sufficiente il riequilibrio patrimoniale registrato con l’approvazione del bilancio al 30 giugno 2026, così come non basterebbero gli impegni assunti dalla controllante Filmauro per garantire la copertura dei costi della stagione in corso. La tesi della Procura resta quella dell’insolvenza della società, con la conseguente richiesta di liquidazione giudiziale.

Bari, la Procura insiste sulla liquidazione e apre all’esercizio provvisorio
La principale novità contenuta nella memoria riguarda però la possibilità di ricorrere all’esercizio provvisorio. In caso di accoglimento della richiesta della Procura, dunque, il Bari potrebbe essere autorizzato a portare a termine il campionato di Serie C sotto la gestione di un curatore, evitando almeno nell’immediato l’interruzione dell’attività sportiva.
Come riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno, secondo la ricostruzione dei magistrati, infatti, la società non riuscirebbe a sostenere autonomamente i propri costi e nel corso degli anni avrebbe avuto bisogno del continuo supporto economico del socio. Proprio questo elemento rappresenta uno dei punti centrali del confronto tra le parti.
Nella memoria viene analizzato anche l’intervento effettuato da Filmauro negli ultimi mesi. Tra il 30 giugno e il 28 agosto, la controllante avrebbe rinunciato a circa 15,2 milioni di euro di crediti vantati nei confronti della SSC Bari, derivanti da somme precedentemente versate attraverso anticipazioni e finanziamenti.
Per la Procura, tuttavia, questa operazione avrebbe inciso sul passivo della società senza creare nuova liquidità o un patrimonio concretamente utilizzabile per soddisfare i creditori. Da qui la convinzione che sarebbe stata necessaria una vera e propria ricapitalizzazione attraverso l’immissione di denaro.
La Procura contesta inoltre il valore attribuito agli impegni con cui Filmauro si è dichiarata disponibile a sostenere economicamente il Bari. Secondo la tesi riportata dal quotidiano, una semplice dichiarazione della controllante non sarebbe sufficiente a escludere uno stato di insolvenza: sarebbe servita una garanzia direttamente azionabile anche da soggetti esterni al gruppo.
È uno dei passaggi più delicati dell’intera vicenda, perché il ragionamento avanzato dall’accusa potrebbe avere implicazioni che vanno oltre il caso Bari. Molte società calcistiche professionistiche, infatti, presentano costi superiori ai ricavi e vengono sostenute periodicamente dai rispettivi proprietari.

Ora tocca alla difesa del Bari
La partita giudiziaria, in ogni caso, è tutt’altro che conclusa. La SSC Bari avrà altri sette giorni per presentare le proprie controdeduzioni e replicare alla nuova memoria della Procura relativamente alla richiesta di liquidazione giudiziale.
Il passaggio successivo sarà quindi l’udienza del 1° ottobre davanti al giudice delegato Michele De Palma. Come precisato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, non è comunque previsto che la decisione arrivi necessariamente nella stessa giornata.
Si apre quindi una fase particolarmente importante per il futuro societario del Bari. Da una parte la Procura continua a sostenere l’esistenza di uno squilibrio strutturale e di uno stato di insolvenza; dall’altra toccherà alla difesa biancorossa dimostrare che gli interventi effettuati dalla proprietà e gli impegni assunti da Filmauro siano sufficienti a garantire la continuità aziendale del club.
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