Una sola vittoria in sei partite, appena sei punti in campionato e l’eliminazione dalla Coppa Italia Serie C. Si è chiuso con il pareggio contro la Scafatese un ottobre da dimenticare per il Bari. Un mese che ha lasciato in eredità risultati deludenti e, soprattutto, una netta involuzione sul piano delle prestazioni, riconosciuta anche dallo stesso Massimo Rastelli. A preoccupare è il progressivo smarrimento di una squadra che, settimana dopo settimana, ha perso fluidità, equilibrio e capacità di reagire alle difficoltà, che rendono sempre più complicato guardare al futuro con ottimismo.

Bari, ottobre da incubo
Il mese si era aperto con la buona prova di Salerno, culminata però in una sconfitta maturata nel finale. All’Arechi il Bari aveva mostrato qualità e personalità, pagando l’incapacità di chiudere la partita e una gestione poco lucida del vantaggio. Paradossalmente, quella resta probabilmente una delle migliori prestazioni offerte dai biancorossi in questo avvio di stagione.
Il successivo 2-0 contro il Giugliano, avversario apparso piuttosto arrendevole, aveva restituito punti e fiducia. Un successo che, alla luce di quanto accaduto dopo, ha finito per coprire le difficoltà anziché rappresentare un passo avanti. Il primo campanello d’allarme è arrivato con lo 0-0 casalingo contro il Crotone, ultimo in classifica ma organizzato e tutt’altro che rinunciatario. Il Bari ha faticato a costruire occasioni, ad accelerare la manovra e a trovare soluzioni negli ultimi metri. Una partita sulla carta favorevole si è trasformata in un pomeriggio di frustrazione, con i biancorossi costretti anche a difendersi dalle iniziative ospiti.
A Caserta le difficoltà sono diventate ancora più evidenti. Al Pinto la squadra di Rastelli ha perso troppi duelli e mostrato pochissime idee con il pallone tra i piedi, subendo a lungo l’intensità e l’organizzazione dei padroni di casa. Il primo gol stagionale di Guido Gomez ha permesso di strappare un pareggio prezioso, ma fortunoso rispetto all’andamento dell’incontro. Un punto guadagnato in una gara nella quale la Casertana avrebbe avuto più di un motivo per recriminare.
Nemmeno la Coppa Italia Serie C ha offerto una svolta. Al Viviani, contro un Potenza ampiamente rimaneggiato dal turnover, il Bari ha subito per lunghi tratti l’iniziativa avversaria, senza riuscire a dare continuità alla propria reazione. Il 2-1 ha chiuso agli ottavi il percorso nella competizione. Una prestazione difficile da conciliare con il giudizio molto positivo espresso da Rastelli nel dopopartita, quando il tecnico aveva elogiato intensità, aggressività e qualità dei suoi.

Con la Scafatese si spegne di nuovo la luce
L’ultima occasione per cambiare il bilancio del mese era la sfida contro la Scafatese. L’avvio promettente e il vantaggio firmato ancora da Gomez avevano lasciato intravedere una risposta. Poi, dopo il pareggio di Emmausso, il Bari ha nuovamente perso lucidità e distanze. Nella ripresa i biancorossi sono apparsi sfilacciati, poco equilibrati e incapaci di costruire una pressione continua. La Scafatese ha trovato spazi e occasioni per vincere: con maggiore precisione e scelte migliori negli ultimi metri, i campani avrebbero potuto lasciare il San Nicola con il bottino pieno.
Il bilancio di ottobre per il Bari è pesante: una vittoria, tre pareggi e una sconfitta in campionato, con appena cinque reti segnate. A questi numeri si aggiunge il ko di Potenza, che porta a sei i gol complessivi del mese e cancella uno degli obiettivi stagionali. I risultati, però, raccontano soltanto una parte della crisi. Il problema più evidente è una squadra che ha progressivamente perso certezze e capacità di affrontare le difficoltà restando compatta.
Dalla prossima trasferta di Picerno servirà una sterzata concreta. Per evitare che anche questa stagione finisca per assomigliare a un nuovo Giorno della Marmotta biancorosso: gli stessi problemi, gli stessi errori e, alla fine, le stesse delusioni.

