Pasquale Marino: “Niente allarmismi, ci sarà tempo per recuperare il Potenza. Maggiore è sprecato per la C”

La nostra intervista a Pasquale Marino
Marino Allenamento Spezia Bari Serie B SalernitanaCopyright: SSC Bari

Dopo dodici giornate di campionato, il Bari occupa il secondo posto in classifica, con un ritardo di sette lunghezze dalla capolista Potenza. Un percorso che si è complicato nelle ultime settimane, caratterizzate da un rendimento altalenante e da una sola vittoria conquistata nel mese di ottobre. Per analizzare il momento della formazione biancorossa e fare il punto della situazione, abbiamo intervistato l’ex allenatore del Bari, Pasquale Marino.

Il tecnico siciliano ha guidato i Galletti tra il 2023 e il 2024, subentrando a Michele Mignani dopo il suo esonero e raccogliendo l’eredità della gestione precedente su scelta dell’allora direttore sportivo Ciro Polito. La sua avventura sulla panchina biancorossa si è conclusa dopo 14 partite, nelle quali ha ottenuto quattro vittorie, cinque pareggi e cinque sconfitte. Decisive, ai fini dell’esonero, le due battute d’arresto consecutive contro Reggiana e Palermo.

Nel corso della sua lunga carriera, Pasquale Marino ha maturato esperienze su panchine prestigiose del panorama calcistico italiano, guidando diverse società tra cui Udinese, Empoli, Palermo, Spezia, Frosinone, Crotone, Salernitana, SPAL e Catania. Di seguito l’intervista completa a Pasquale Marino rilasciata ai nostri microfoni.

Marino Bari
Copyright: SSC Bari

Le parole di Pasquale Marino ai nostri microfoni

Dopo dodici giornate il Bari è secondo, ma il distacco dal Potenza è salito a sette punti. Come giudica il percorso dei biancorossi? Vede una flessione superabile oppure limiti che possono compromettere la corsa alla promozione diretta?
«Ci sono periodi dove le cose non vanno come dovrebbero, a volte per episodi si perdono punti. Il Potenza sta facendo un cammino importante perché ha un media punti di 2.30/40 mentre il Bari di 1.80, quando c’è una retrocessione adattarsi ad un campionato nuovo è sempre complicato. Rispetto alle altre grandi del campionato è quella che ha risposto meglio, il Potenza sta facendo un campionato straordinario e non so se potrà reggere questi ritmi. Se non ci fossero stati loro il Bari sarebbe stato primo, non credo ci siano da fare allarmismi. La rosa del Bari non è inferiore a chi è in testa, ci sarà tempo per recuperare punti».

Lei conosce bene le pressioni della piazza barese. Quali sono le difficoltà maggiori per un allenatore quando ai risultati deludenti si aggiungono prestazioni poco convincenti? Da dove dovrebbe ripartire Rastelli per dare una scossa alla squadra?
«Le dinamiche interne le conosce l’allenatore, in questo momento deve cercare di ovattare il gruppo perché in piazze come Catania, Bari o Salerno le pressioni ci sono. Quando ci sono momenti di flessione emergono queste situazioni c’è da lavorare ed isolarsi da tutto. Il Bari ha in organico gente di grande esperienza, non possono crearsi alibi o farsi condizionare dall’esterno. C’è sempre questa polemica tra società e multiproprietà, stare a rimarcare ciò fatto nei periodi negativi non serve a nulla. Serve concentrarsi sul campo e tornare ad un inizio di campionato che è stato importante. Questa flessione ha un attimo raffreddato gli entusiasmi se mai ci fossero stati, il Bari è una piazza che merita la A ma sta facendo la Serie C. Normale ci sia un po di depressione all’interno della tifoseria».

Tribuzzi e Della Morte sono ancora senza gol in campionato. Per una squadra costruita attorno al 4-3-3, quanto pesa lo scarso contributo offensivo degli esterni? Quali accorgimenti possono aiutarli a incidere maggiormente?
«Pesa tantissimo, giocando così se mancano i gol dei calciatori offensivi ci si basa solo sull’attaccante centrale e sulle mezzali. Siccome sono giocatori di qualità arriveranno, si sbloccheranno».

Lei ha allenato Giulio Maggiore e ne conosce bene le qualità. A Bari ha già dimostrato di poter essere decisivo sottoporta, ma adesso gli si chiede di trascinare la squadra anche nei momenti difficili. Come si valorizza al meglio un giocatore così?
«L’ho allenato allo Spezia e quando era con me veniva da un campionato dove aveva richieste anche dalla Serie A. Nell’organico avevamo tanti centrocampista ma lui è stato determinate, ha fatto gol ed aveva tempi di inserimento. Per la C è sprecato, è un leader. È molto più forte rispetto agli altri, deve essere un calciatore trainante e mi auguro che ci riesca».

Maggiore Bari
Copyright: SSC Bari

Il Bari attende il recupero di Francesco Vicari, un altro giocatore che lei conosce bene. Quanto può pesare la sua assenza in una squadra che sta perdendo sicurezza? Quale contributo potrebbe dare il suo rientro in termini di organizzazione difensiva e personalità?
«Un calciatore come Vicari se sta bene fa la differenza come carisma, rispetto e nell’impostazione da dietro. Parliamo di un calciatore che ha fatto qualche anno in B e tanta Serie A».

Il gruppo ha difeso pubblicamente Rastelli. Quanto conta questo sostegno e quali segnali permettono di capire se un allenatore ha ancora la possibilità di invertire la rotta? Un eventuale ko a Picerno potrebbe rendere necessarie riflessioni anche sulla panchina?
«Purtroppo in Italia quando le cose non vanno bene paga sempre l’allenatore, se il gruppo si è esposto pubblicamente nei suoi confronti va valutata bene questa cosa. Una società presente capisca se un gruppo segua o meno l’allenatore. Se il gruppo ha manifestato vicinanza, deve fare qualcosa in più anche in campo. È fondamentale avere calciatori più rappresentativi che si espongano in questo modo, anche per il resto del gruppo».

La sua esperienza a Bari si concluse dopo quattordici partite. Ripensandoci oggi, che cosa non funzionò e qual è il suo rammarico maggiore?
«Nell’arco dell’anno la squadra ha funzionato più nel mio periodo, credo ci sia poco da dire. Ho lasciato la squadra a + 5 dai playout e poi la squadra si è salvata ai playout. Va valutato anche questo».

C’è un episodio di quei mesi che non ha mai raccontato e che aiuta a capire meglio le difficoltà di quel Bari?
«L’unico rammarico che ho è che, nel momento in cui la squadra ha avuto un momento di difficoltà, abbiamo giocato a Palermo e la società ha messo fuori per motivi disciplinari Sibilli e Ricci, due dei calciatori più in forma. In più Di Cesare e Benali erano fuori per squalifica. Dopo quella partita c’erano due sfide in casa contro Lecco e Feralpisalò, questo è il dispiacere. Mettere due giocatori fuori rosa alla vigilia di una partita importante e si arrivava alla sconfitta contro una squadra forte, ci potevano essere altre chance per l’allenatore. Questo non è accaduto ed ho rammarico, ho cercato di evitare il provvedimento».

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da PianetaBari – Testata Web (@pianetabari)

By Domenico Farella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Correlati