Multiproprietà, l’avv. Grassani: “La regola va cambiata, svaluta gli investimenti. Malagò dovrà metterlo ai voti”

Le parole di Grassani
Grassani

La questione della multiproprietà nel calcio italiano torna al centro del dibattito, con dichiarazioni che inevitabilmente interessano anche il futuro della SSC Bari. L’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo e legale della famiglia De Laurentiis, è intervenuto ai microfoni della trasmissione Mezzogiorno amaranto di Radio Touring, soffermandosi sulla normativa della FIGC che disciplina il controllo di più società professionistiche. Prendendo spunto dalla situazione della Reggina di Claudio Lotito, Grassani ha espresso una posizione critica nei confronti delle attuali disposizioni, considerate eccessivamente restrittive e penalizzanti per gli investimenti. Di seguito le dichiarazioni riportate da Antenna Sud.

Aurelio De Laurentiis
Copyright: Francesco Pecoraro/Getty Images – Via OneFootball

Le dichiarazioni di Grassani

L’avvocato ha innanzitutto evidenziato le differenze tra la normativa italiana e quella adottata in altri contesti calcistici europei: «La Federcalcio è rigida in tema di multiproprietà. La norma interna vieta partecipazioni, in via diretta o indiretta, del coniuge, del parente o dell’affine entro il quarto grado. Due cugini diretti, con attività totalmente distinte, non possono essere proprietari di due club professionistici in categorie diverse. In altre federazioni ed in primis presso la Uefa, abbiamo gruppi come City o Red Bull che annoverano anche più di sette società e si affrontano fra loro».

Secondo Grassani, l’attuale regolamentazione rischia di scoraggiare gli imprenditori interessati a investire nel calcio professionistico, soprattutto in realtà che faticano ad attrarre nuove proprietà: «Il nostro panorama è penalizzante per chi ha spirito di iniziativa. Ciò limita il mercato, non consentendo di sanare piazze ove non ci sono alternative. Se si passa dalla Serie D alla C, scatta l’art. 16 delle Noif che regola le partecipazioni societarie. Serve un confronto».

Il legale della famiglia De Laurentiis ha commentato anche la posizione espressa dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, che aveva richiamato la necessità di rispettare le regole federali attualmente in vigore: «Il ministro Abodi ha parlato di regole da rispettare. Bisogna domandarsi se tali regole siano ancora proponibili. Siamo figli della cultura del sospetto, della scorciatoia e della logica dell’inciucio. Il diritto evolve. Deve essere adeguato alle esigenze».

Leccese Abodi Lacarra Melchiorre

Il caso Reggina e la richiesta di una modifica della normativa

Il ragionamento di Grassani si è poi concentrato sulla situazione della Reggina, la cui proprietà potrebbe trovarsi davanti a un ostacolo regolamentare in caso di promozione dalla Serie D alla Serie C. Una circostanza che, secondo l’avvocato, evidenzierebbe i limiti dell’attuale disciplina sulle multiproprietà: «Credo che le partecipazioni societarie rappresentino oggi una grande risorsa, forse irrinunciabile. In un panorama nel quale piazze importantissime come Reggio Calabria sono state rase al suolo e completamente abbandonate a sé stesse, da gestioni allucinanti portate avanti per fini personali o di depredamento delle risorse locali».

Grassani ha quindi ribadito la necessità di intervenire prima della conclusione della stagione: «L’attuale norma svaluta, penalizza e addirittura bandisce tutto ciò, nel momento in cui la Reggina dovesse arrivare in C. Siamo ad ottobre. Una modifica elastica dovrebbe garantire a Reggio e ad altre piazze investimenti che non siano di breve durata».

L’avvocato ha avanzato una proposta precisa, suggerendo di mantenere il divieto di controllo di più società appartenenti alla stessa categoria da parte del medesimo soggetto, ma di rendere meno restrittive le disposizioni relative ai legami familiari: «Il limite dovrebbe rimanere quello del medesimo soggetto nella medesima categoria. Marito e moglie o padre e figlio potrebbero gestire due società diverse. Anche in Serie A».

Infine, Grassani ha individuato nelle prossime elezioni federali del 14 dicembre un possibile passaggio decisivo per affrontare la questione: «Le nuove elezioni sono indette per il 14 dicembre. La volontà del mondo dello sport rappresenterà lo snodo cruciale. Il presidente Giovanni Malagò dovrà mettere il tema all’ordine del giorno e votarlo».

 

View this post on Instagram

 

By Domenico Farella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Correlati