Morachioli: “Dopo la finale playoff per Bari non sarebbe stato facile. L’altro playout? Fece la differenza il carattere”

La nostra intervista a Morachioli
Morachioli

Dopo lo scialbo 0-0 dell’andata, il Bari di mister Longo sarà chiamato al successo sul campo del Druso per evitare una drammatica quanto dolorosa retrocessione in Serie C. I precedenti non sorridono ai biancorossi, vittoriosi solamente una volta in Alto-Adige nel 2023. In vista della sfida di venerdì prossimo, colui che decise quella sfida, Gregorio Morachioli, è intervenuto ai nostri microfoni.

Morachioli
Copyright: SSC Bari

L’intervista a Gregorio Morachioli

Morachioli, ti aspettavi una china così discendente del Bari negli ultimi anni?
«È una domanda molto delicata. Avevamo tutti la sensazione che dopo quell’anno non sarebbe stato facile. Si era creato qualcosa di magico e speciale, un legame molto forte con la tifoseria e con la città. Sapevamo che sarebbe stato difficile ripetere una striscia così positiva di risultati e l’abbiamo percepito subito, anche con il cambio di calciatori così forti come Folorunsho e Caprile. Sarebbe stato molto difficile sostituirli, davano una grossa mano anche a noi. Sono venuti a mancare questi punti di riferimento, sono arrivati altri calciatori di valore ma ogni stagione è a se. Non mi sarei mai aspettato che il Bari andasse così male, negli ultimi tre anni sono stati fatti 2 playout e una stagione a metà classifica. Non me lo sarei mai aspettato dalla squadra di quest’anno, ad inizio stagione pensavo che avrebbe fatto un altro tipo di campionato»

Tornando alla stagione 2022/23, cosa c’era di magico in quel gruppo lì?
«Eravamo un gruppo giovane e con giocatori poco conosciuti, tanti venivano dalla C e si interfacciavano per la prima volta con la B in una piazza come Bari che ha sempre avuto top player per la categoria. Un gruppo di ragazzi che davano l’anima, sapevano che era l’occasione della vita e questo ha facilitato l’essere ben voluti dalla piazza. Il fatto che fosse la prima esperienza importante per tanti di noi ha aumentato la magia».

Hai nominato Caprile e Folorunsho, ti aspettavi potessero arrivare in alto?
«Onestamente si, avevano delle doti importanti. Erano due giocatori molto importanti, soprattutto Caprile. Mi sento ancora con tanti, sento spesso Maita, Bellomo, Dorval e lo stesso Caprile. Ovviamente anche Benedetti, che è un caro amico».

Caprile
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Tornando a quel tuo gol a Pasquetta, che ricordi hai di quel pomeriggio?
«La sera prima della partita in hotel scherzavo con Bellomo, Mazzotta e Maiello. Dicevano a Benali: “T’immagini domani entra Greg e vinciamo al novantesimo col Sudtirol”. Era terzi contro quarti, era molto sentita e sapevano quanto fosse importante. Io stavo iniziando ad avere maggior minutaggio, non ero arrivato da tantissimo. Poi successe veramente e come si sente dal video di fine gara Maiello mi disse: “Te l’avevo detto che avresti segnato”. È stato un pomeriggio molto emozionante, lì abbiamo sentito per la prima volta il coro “Riprendiamola questa Serie A”, ci hanno spiegato la natura di quel coro ed è stato molto bello».

Tornando alla prossima partita, che gara dovrà fare il Bari a Bolzano e chi potrebbe essere il Morachioli della situazione?
«L’unica strada è provarci in qualsiasi modo spingendo forte sin dall’inizio. Serve un Bari propositivo ma anche concentrato e cattivo sui contrasti, la forza del Sudtirol è quella lì e va pareggiata. Bisogna provarci rischiando il dribbling e la giocata. Io mi affiderei a Rao e Moncini, hanno lo spunto decisivo maggiore in questa squadra».

Nella tua seconda stagione a Bari, cosa fu decisivo al playout?
«Questo Bari e quel Bari sono due squadre molto diverse tra loro, noi abbiam tirato un pò il freno a mano dalla paura a partire da febbraio. Non riuscivamo a sbloccarci per prendere il volo, non eravamo una squadra da bassa classifica. La squadra aveva tanti leader, rispetto al Bari di oggi avevamo più calciatori di spessore. Contro la Ternana giocò la squadra più esperta possibile, erano tutti in campo. Ciò che la caratterizzava era l’ossatura degli esperti, erano più cazzuti. La differenza la fece il carattere del gruppo».

Morachioli Bari
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Come si vive l’avvicinamento ad una gara del genere? Con che umore?
«Il nostro era un gruppo esperto ma non era facile, eravamo in un momento di tensione costante con l’ambiente. Ogni domenica ne succedeva una, nessuno immaginava che saremmo rimasti intrappolati in quella situazione».

Hai qualche aneddoto nel pre o post Terni?
«Dopo Terni molti neanche tornarono con il pullman, rimasero lì a festeggiare dopo la partita. Siamo stati in ritiro tanto tempo tra Matera e Altamura, l’abbiamo preparata costantemente in ritiro. Siamo stati insieme tanto per legare, fare gruppo e compattarci».

Ciro Polito portò a Bari Morachioli. Secondo te il Bari non doveva separarsi da lui?
“È un ottimo direttore, ha delle letture bellissime sui giocatori. Gli basta poco per capire se un ragazzo ha talento, è molto passionale e da l’anima. Ti dà la consapevolezza che se sei lì è per un motivo, io venivo da Renate e mi ha fatto subito capire che se mi aveva portato lì era per un motivo. Lui trasmetteva questa carica a tutti i calciatori. Poi certo abbiamo avuto alti e bassi, ha fatto star male anche noi vederlo sbattersi perchè non riuscivamo ad uscire da un momento negativo. Ci ha fatto star male perchè gli volevamo tutti bene, son successe mille cose come il problema modulo. Ne cambiavamo uno ogni settimana. Sapeva di non aver fatto una squadra da quelle posizioni lì, percepivamo il suo malessere. Secondo me passerà il turno con il Palermo».

 

By Domenico Farella

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