Bari, la ricetta di Marino: così rilanciò il Napoli e diede il via all’era Gasperini

Il FOCUS su Marino
GasperiniCopyright: Paolo Bruno/Getty Images - Via OneFootball

Come ufficializzato settimana scorsa, il Bari riparte da Pierpaolo Marino. Il dirigente, classe 1954, ricoprirà il ruolo di direttore generale e sarà chiamato a prendere decisioni fondamentali per il futuro prossimo della società biancorossa. Dalla scelta del prossimo direttore sportivo sino alla nomina del nuovo allenatore, il dirigente avellinese sarà chiamato a ricostruire il club praticamente da zero. Per Marino un’opera del genere non è affatto una novità, avendo già guidato con successo due importanti processi di rinascita a Napoli e Bergamo.

Pierpaolo Marino
Copyright: Alessandro Sabattini/Getty Images – Via OneFootball

Dalla C1 all’Europa: Marino a Napoli

Settembre 2004: Aurelio De Laurentiis rileva il Napoli per 31 milioni di euro, superando la concorrenza di agguerriti imprenditori come i Pozzo, Gaucci e l’ex presidente del Siena Paolo De Luca. Nasce così il Napoli Soccer, che riparte dalla C1 affidando a Pierpaolo Marino il ruolo di direttore generale. Il cammino non fu spedito: la prima stagione si chiusa con la finale playoff persa contro l’Avellino, l’anno dopo invece la squadra dominò il girone conquistando la Serie B.

Nella stagione 2006/07, il Napoli fece saltare il banco conquistando al primo colpo la Serie A. In un campionato cadetto di altissimo livello, con Juventus e Genoa, gli azzurri conclusero al secondo posto. Una volta in Serie A, le intuizioni di Marino fecero ancora una volta la differenza: da Hamsik sino a Lavezzi, Maggio, Gargano, Zalayeta, German Denis, De Sanctis e Quagliarella. L’avventura del dirigente si chiuse nel settembre del 2009, quando lasciò il club per un diverbio con Aurelio De Laurentiis dopo aver rigenerato il Napoli dalle macerie e posto solide basi per quello che sarebbe stato il ritorno in Europa.

Hamsik
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Salvezze e scoperte, l’avventura all’Atalanta

Il 23 giugno del 2011, Pierpaolo Marino sposa il progetto dell’Atalanta firmando un biennale come direttore tecnico. L’impatto del dirigente sarà immediato: nonostante i sei punti di penalizzazione comminati alla squadra bergamasca per lo scandalo calcioscommesse relativo alla stagione precedente, l’esperto dirigente guiderà la squadra ad una salvezza conquistata con grande anticipo. A fare la differenza saranno soprattutto due sue intuizioni di mercato: Maxi Moralez (doppietta all’esordio) e German Denis in prestito dall’Udinese (16 gol in campionato)

Nella stagione successiva viene promosso a direttore generale del club, blindato da un nuovo contratto quinquennale. Anche qui, nonostante i 2 punti di penalizzazione patteggiati ad inizio torneo, il club non avrà grandi problemi a salvarsi centrando la salvezza senza affanni. Nella stagione 2013/14 un ottimo undicesimo posto, confermando quanto di buono fatto vedere nell’anno precedente, mentre l’annata successiva si rivelerà più sofferta: l’Atalanta rischierà la retrocessione salvo poi ottenere la salvezza a 2 giornate dalla fine. Tra il 2014 ed il 2015 Marino però, mise a segno colpi d’importanza capitale per quello che sarà il futuro ciclo di Gasperini.

Nel gennaio del 2015 tesserò Kessie, aggregandolo momentaneamente in Primavera. Nell’estate 2014 arrivò il Papu Gomez dal Metalist per una cifra di poco inferiore ai 5 milioni di euro. In vista della stagione 2015/16, comprò De Roon dall’Olanda, Toloi dalla Roma e Paletta in prestito dal Milan. Infine, confermò in rosa il giovane talento Andrea Conti. Marino lasciò la Dea il 5 agosto 2015, dopo 4 anni positivi costellati da intuizioni lungimiranti.

 

By Domenico Farella

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