Il ritorno di Moreno Longo sulla panchina del Bari segna l’ennesimo ribaltone di una stagione tormentata. L’esonero di Vivarini e l’addio di Magalini hanno aperto la strada al rientro del tecnico piemontese, rimasto sotto contratto con la Filmauro e individuato come l’uomo giusto per rimettere ordine in un ambiente scosso da risultati deludenti e da una rosa costruita senza continuità tecnica. Longo non ritrova il Bari che aveva lasciato: la squadra è cambiata profondamente, ma alcuni punti fermi e un nuovo assetto dirigenziale rappresentano la base da cui ripartire.

Chi ritrova e da dove riparte mister Longo
Longo torna a Bari trovando una squadra profondamente diversa da quella che aveva lasciato, ma non completamente estranea. Il primo volto familiare è quello di Raffaele Pucino, uno dei leader dello spogliatoio e uno dei pochi giocatori già allenati nella sua precedente esperienza biancorossa. Il difensore rappresenta l’unico vero punto di continuità, un riferimento tecnico e caratteriale in un gruppo che nel frattempo è stato rivoluzionato. E proprio con il tecnico piemontese Pucino aveva disputato lo scorso anno uno dei migliori campionati della sua carriera, diventando un pilastro della linea difensiva.
Accanto al difensore campano, Longo ritrova anche Francesco Vicari, un altro elemento che conosce bene e che potrebbe essere rilanciato dopo mesi difficili: il centrale, finito ai margini con Vivarini, è uno dei profili che il tecnico ha già gestito e che potrebbe tornare centrale nel nuovo assetto. Insieme a Vicari e Pucino, il mister ritrova anche i volti di Bellomo e Maggiore, due giocatori che aveva già incrociato e che ora potrebbero beneficiare di un contesto tattico più adatto alle loro caratteristiche.
E poi c’è Mehdi Dorval, uno dei giocatori che più erano cresciuti sotto la gestione Longo. L’esterno franco-algerino, lo scorso anno, aveva vissuto una stagione di forte valorizzazione: impiegato sia da terzino che da quinto, aveva mostrato progressi evidenti in fase difensiva e una continuità di rendimento che lo aveva reso uno dei profili più interessanti della rosa. Longo lo ritrova oggi più maturo, ma reduce da mesi complicati, e potrebbe tornare a essere un punto di forza nel suo sistema di gioco.

Per il resto, Longo si ritrova davanti un Bari quasi completamente nuovo, costruito con criteri diversi e con tanti giocatori che non ha mai allenato. È una squadra che ha perso identità, fiducia e continuità, e che oggi necessita di essere ricostruita tanto sul piano tecnico quanto su quello mentale. Da qui parte il nuovo ciclo: dalle poche certezze rimaste, dall’esperienza di chi conosce già il suo metodo e dalla necessità di ridare ordine a un gruppo che ha smarrito riferimenti e sicurezza.
La ripartenza passa inevitabilmente anche dal mercato, che dovrà colmare le lacune più evidenti e restituire competitività a una rosa che finora ha faticato in ogni reparto. Longo avrà la possibilità di incidere sulle scelte, di valutare chi può restare al centro del progetto e chi invece non rientra nei suoi piani. La base da cui ripartire è ridotta, ma esiste: qualche uomo di fiducia, un nuovo equilibrio dirigenziale e la consapevolezza che il Bari ha bisogno di ritrovarsi prima ancora che di rinforzarsi.
