Tra i tanti doppi ex della sfida di domenica sera all’Arechi c’è anche Daniele Sciaudone. Il centrocampista classe 1988 ha vestito la maglia del Bari dal 2012 al 2015, collezionando 101 presenze complessive con 11 gol e ben 17 assist. Dopo l’esperienza in biancorosso, Sciaudone ha proseguito la propria carriera in Campania, giocando per la Salernitana nella stagione 2015/16, in Serie B, con 18 presenze. Nel corso della sua carriera ha inoltre militato in piazze importanti come Cosenza, Spezia, Reggiana, Taranto, Catania e Novara, costruendo un percorso ricco di esperienze nel calcio professionistico.
In vista del match di domenica sera, abbiamo intervistato l’ex centrocampista biancorosso per analizzare la sfida dell’Arechi, il buon avvio di stagione del Bari e le prospettive della squadra di mister Massimo Rastelli. Di seguito le parole di Sciaudone ai nostri microfoni.

La nostra intervista a Daniele Sciaudone
Partiamo dalla sfida dell’Arechi: Bari e Salernitana sono due piazze che conosci molto bene. Che partita ti aspetti e quale potrebbe essere la chiave tattica dell’incontro?
«Sarà una partita tosta per entrambe. Bari viene da un momento abbastanza positivo e sta bene, si sta trovando una giusta anima ed una giusta idea. Credo che sotto questo punto di vista possa avere quel qualcosina in più. La Salernitana invece ha bisogno di fare punti in casa per cercare di stare attaccato al treno delle prime, farà di tutto per portare a casa questa vittoria in un ambiente non facile».
Il Bari arriva a Salerno da capolista, mentre la Salernitana ha raccolto 9 punti nelle prime sette giornate.
«Questa sfida viene nel loro momento peggiore, vogliono risalire. Per il Bari vincere sarebbe un grandissimo segnale al campionato».
Il Bari ha conquistato risultati importanti, ma non sempre ha espresso un calcio brillante. Cosa ti convince maggiormente di questa squadra e in cosa pensi debba ancora migliorare?
«Il Bari deve ancora trovare la propria anima, fortunatamente i risultati stanno arrivando altrimenti sarebbe un ambiente non facile. Ha calciatori forti che possono fare la differenza e che possono dare quel qualcosa in più, nonostante non stia facendo un bellissimo gioco. Sta portando a casa punti anche grazie ai singoli».

Daniele Sciaudone
Il Bari ha cambiato molto in estate e sono arrivati diversi giocatori nuovi. Secondo te, il Bari ha già trovato un’identità?
«Il gruppo può e deve crescere, anche tanto. Ad oggi non ho visto una identità vera e propria, è una squadra che non sta mollando ed è battagliera ma una filosofia di gioco ancora non la sto intravedendo. Ci sono stati tanti cambi modulo, va trovata ancora una vera e propria identità».
C’è un giocatore del Bari attuale che, per caratteristiche o personalità, ti ha particolarmente colpito in queste prime giornate?
«Maggiore, che conosco molto bene, si sta rendendo molto utile alla causa e con i gol sta prendendo in mano la squadra. Questo deve fare un calciatore con le sue caratteristiche e la sua esperienza. In generale tutti possono ancora crescere, Butic sta facendo molto bene così come Cerofolini, che sta facendo più del dovuto».
Da ex giocatore, quanto può pesare sui calciatori sapere che attorno alla squadra c’è ancora un clima particolare? Può diventare una pressione oppure può trasformarsi in una motivazione?
«Entrambe le cose, è sia pressione che motivazione. Credo che a Bari sia più facile giocare in uno stadio vuoto che in uno stadio pieno. Per i giocatori se sbagliano non c’è nessuno che li disturba, si gioca e si osa tanto non hanno niente da perdere e nessuno che li giudica. Sotto quel punto di vista è meglio per loro, in casa al contrario con 25/30.000 persone con due pareggi di troppo ci sarebbero stati dei fischi che comunque non aiutano».
Nel 2014, quando il Bari attraversava uno dei momenti più difficili della sua storia, tu e i tuoi compagni riusciste a riportare migliaia di tifosi al San Nicola. Che effetto ti fa oggi vedere lo stadio così vuoto?
«Sono arrivato che lo stadio era così, era la normalità. C’era solo tanta voglia e speranza di portare la gente allo stadio per vivere le emozioni di uno stadio pieno, ci siamo riusciti con tanto cuore. Quello che possono consigliare loro è di metterci tanto cuore, i tifosi del Bari questo lo vedono e lo ripagano».
In un Girone C così competitivo, con tante piazze importanti e squadre attrezzate, quali sono secondo te gli ingredienti che il Bari dovrà mettere in campo da qui alla fine per restare stabilmente in cima alla classifica?
«La parola giusta è continuità. Continuità di punti in trasferta, di risultati utili, di buone prestazioni in casa con vittorie. Per riuscire a stare su bisogna dare continuità, bastano un paio di vittorie di fila per sganciare gli altri. Molte volte però in C andare su certi campi è dura nonostante siano di bassa classifica, sono partite da giocare dove può succedere di tutto. Ci vuole una grossa mentalità e non mollare mai, pensare partita dopo partita per arrivare lontano».

