Torna a parlare Gabriele Gravina dopo le dimissioni dello scorso mese. L’ex presidente federale ha rilasciato un’intervista a Lilli Gruber ospite di «Otto e mezzo» su La7. Proprio in merito a questo il dirigente pugliese ha spiegato: «Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta. È stata una mia scelta personale, avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani a cui non ho mantenuto fede. Si è trattato di un atto di responsabilità verso la federazione, vittima di isterie istituzionali di ogni genere. Non ritengo di aver fallito. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell’attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa».

Le parole di Gravina
Il presidente federale uscente ha parlato delle elezioni del prossimo 22 giugno e del possibile successore: «Malagò e Abete sono ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno. Io in politica? In tanti hanno provato a coinvolgermi, ma niente candidature. Col calcio ho finito, ora è tempo di dedicarmi ai nipotini». Guai a parlare di commissariamento della Figc: «Capisco che il politico abbia interesse a rivolgersi a una platea così ampia, ma c’è bisogno dell’autonomia. Se si tenta di invadere il campo altrui si attua il principio della rottura istituzionale»

