Garzya: “Mi piange il cuore vedere il San Nicola deserto. Perché a Bari non si può fare come a Lecce?”

La nostra intervista a Garzya
GarzyaCopyright: 100x100Bari/Gaetano Barile

Dopo la vittoria casalinga contro il Giugliano, il Bari si trova a tre punti dalla vetta della classifica, attualmente occupata dal Potenza di Ivan Tisci. Nel prossimo turno, i biancorossi ospiteranno il Crotone al San Nicola in una sfida importante per dare continuità ai risultati e provare ad approfittare degli scontri diretti tra le prime della classe, che vedranno coinvolte quattro delle prime cinque squadre in graduatoria. Per analizzare il momento della squadra di Massimo Rastelli e le prospettive nella lotta al vertice, abbiamo intervistato Gigi Garzya, ex difensore biancorosso. Di seguito le sue parole ai nostri microfoni.

Garzya
Gigi Garzya

La nostra intervista a Gigi Garzya

Il Bari è secondo in classifica, a tre punti dal Potenza, dopo la vittoria contro il Giugliano. Da ex, come giudichi il percorso della squadra di Rastelli fino a questo momento? Ti sembra una formazione realmente attrezzata per conquistare il primo posto?
«Secondo me no, è presto ancora per giudicare. Il Bari sta facendo il campionato da vertice, come normale che sia. Il campionato se lo giocheranno Catania, Salernitana, un altra sorpresa come il Potenza, che è stata una sorpresa sino ad un certo punto perché Tisci è molto preparato. Se la giocheranno sino alla fine, ho visto delle squadre improponibili. Ho visto l’ultima con il Giugliano, bisogna vincere sempre perché non è mai facile, ma le gare toste arriveranno».

Nel prossimo turno il Potenza affronterà il Catania, mentre il Bari ospiterà il Crotone. È un’occasione importante per recuperare terreno sulla capolista. Quanto conta sfruttare questi scontri diretti e quale squadra temi maggiormente nella corsa alla promozione?
«Sicuramente, ma il Bari non deve pensare agli scontri diretti delle altre squadre ma sempre e comunque a vincere. In futuro capiteranno scontri diretti per il Bari, con le altre che potranno avvantaggiarsi. Il Bari deve fare un campionato da vertice, non deve guardare le altre squadre»

Il Bari vanta attualmente la miglior difesa del Girone C, con appena sei reti subite, ma in diverse occasioni ha faticato a esprimere un calcio convincente. Da ex difensore, quanto può essere determinante questa solidità per vincere il campionato? E dove ritieni che la squadra debba ancora migliorare?
«Sono dell’idea che tutte le squadre devono partire dalla base e avere una grande difesa, il Bari ha buoni calciatori. Ha esperienza in mezzo al campo come Maggiore, basta poco per fare la differenza in Serie C. Il problema è ripetersi e calarsi nella mentalità della categoria, se pensi di essere più forte e giocare tanto per giocare rischi di perdere anche contro l’ultima in classifica. Anche contro il Crotone, in una situazione difficile sia dal punto di vista societario che di classifica, non c’è nulla di scontato».

Maggiore e Butic stanno risultando decisivi, mentre altri giocatori hanno ancora margini di crescita. Quali sono gli elementi che ti hanno convinto maggiormente e da chi ti aspetti qualcosa in più?
«Guido Gomez in Serie C può fare la differenza, Butic mi è sempre piaciuto ed è molto interessante. Per vincere il campionato devi essere una squadra completa e per il momento il Bari non è completo, la differenza tra il Bari e le altre squadre è che a gennaio vedendo le difficoltà può operare benissimo sul mercato. Deve stare attenta perché anche Catania e Salernitana ne hanno la possibilità».

Hai vissuto da protagonista stagioni importanti con la maglia del Bari. Quanto contano personalità, mentalità e capacità di gestire la pressione in una piazza così esigente? Ritieni che l’attuale gruppo abbia già queste caratteristiche?
«Vedo il San Nicola deserto, ogni volta che guardo le partite mi piange il cuore. Come se il Bari facesse allenamento, è triste. Non parlerei più di pressione, Bari è una delle piazze più importanti: quest’anno non hanno scuse a differenza dell’anno scorso. Non c’è gente, di cosa devi temere? Di chi? Non ci sono i tifosi della curva che ti fischiano».

Garzya
Gigi Garzya

In passato sei stato molto critico nei confronti della famiglia De Laurentiis, chiedendo un cambiamento radicale nella gestione del club. Oggi il Bari è secondo in classifica e sta lottando per tornare in Serie B. Questi risultati hanno modificato almeno in parte il giudizio di Garzya sulla proprietà oppure la tua posizione rimane invariata?
«Non cambio idea. Il minimo che devono fare, oltre che cedere, è vincere questo campionato e hanno le risorse per farlo. Una società come il Bari e i De Laurentiis avrebbero già vinto il campionato allestendo una squadra forte. Adesso è forte ma se dovessi dirti vince il campionato a mani basse, ti direi no».

La contestazione nei confronti della multiproprietà continua, indipendentemente dai risultati sul campo. Secondo te, anche un’eventuale promozione potrebbe ricucire il rapporto tra la famiglia De Laurentiis e la tifoseria oppure ritieni che la frattura sia ormai insanabile?
“No, perché quando una cosa è rotta è rotta. Devono cercare di vincere questo campionato e cedere la squadra”

Si continua a discutere del futuro societario e della necessità di dare al Bari prospettive più solide. Al di là della categoria, quali caratteristiche dovrebbe avere una proprietà capace di restituire fiducia e ambizione a questa piazza?
«Prendo sempre come esempio il Lecce. È una società di leccesi e io mi chiedo sempre perché la stessa cosa non la si può fare a Bari, come i Matarrese in passato. Possibile che non ci sia una cordata di industriali che possa investire nel calcio e nel Bari? Il Lecce ha programmato, non fanno mai il passo più lungo della gamba e hanno dato un’impronta. La cosa si può anche fare a Bari, con gente facoltosa con la passione che ama il territorio e questa maglia. Impossibile che non ci sia gente che non voglia investire nel Bari. Non devi avere miliardi, basta avere i direttori sportivi giusti e credere nel vivaio. A Bari c’è da rifondare tutto. Stiamo parlando di una delle più grandi città del Sud, sino a qualche anno fa giocavamo a San Siro oggi a Scafati o contro il Giugliano».

In passato hai dichiarato che, da tifoso, con questa proprietà non avresti mai messo piede allo stadio San Nicola. Oggi il Bari è secondo in classifica e sta lottando per la promozione. Garzya, confermi ancora quella posizione?
«Si. Mi auguro che possa vincere il campionato, non sarà facile ma ci sono buone possibilità. Non è mai scattato il feeling con questa società, io conosco i tifosi del Bari e per non andare allo stadio vuol dire che l’hanno fatta proprio grossa. Son convinto che quando cederanno torneranno allo stadio».

By Domenico Farella

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