La prova della difesa, le sofferenze di Mane e Mogos e il calo nella ripresa: i 5 spunti di Bari-Potenza

Gli spunti
ManeCopyright: Potenza Calcio Official

A conti fatti, si può dire che al Bari sia andata bene. Nell’ultima giornata di campionato, i biancorossi non sono andati oltre lo 0-0 contro il Potenza, ma il punteggio è maturato al termine di una gara in cui, per lunghi tratti, sono stati i lucani a farsi preferire. Lo ha raccontato il campo, con la formazione di Massimo Rastelli spesso in affanno, e lo confermano i numeri: 25 conclusioni avversarie contro 10, appena tre nello specchio. Un pareggio che interrompe la serie di due successi consecutivi, arrivati con Casarano e Altamura, e soprattutto ribadisce quanto lavoro resti ancora da fare per competere fino in fondo per il primo posto, sia sul piano collettivo sia nel rendimento di diversi singoli.

Rastelli
Copyright: SSC Bari

I cinque spunti di Bari-Potenza

L’approccio difensivo

Una parte di quel lavoro riguarda il modo in cui il Bari prova ad andare a prendere alto l’avversario. Ieri sera, soprattutto nel primo tempo, la squadra di Rastelli ha cercato spesso di alzare la pressione quando gli ospiti iniziavano a costruire, con Maggiore che si aggiungeva agli attaccanti nell’aggredire i difensori, mentre Grgic e Darboe andavano sui due centrocampisti coinvolti nell’impostazione. Il problema nasceva quando queste linee venivano superate. Alle spalle della mediana si apriva molto spazio e Mantovani ed Elia erano spesso costretti ad accettare la parità numerica, anche perché Franzolini si inseriva tra i reparti e completava di fatto un quattro contro quattro. I due centrali hanno retto diversi duelli, ma bastava una lettura sbagliata dei difensori del Bari per mandare il Potenza in campo aperto verso Cerofolini.

Elia
Copyright: SSC Bari

La sofferenza di Mane e Mogos

È soprattutto sulle corsie che questi squilibri si sono trasformati in pericoli. Il lato di Mane è stato preso di mira fin dall’avvio: Petrungaro lo ha puntato con continuità, sfruttando anche le sovrapposizioni di Kirwan. Al nono minuto un errore del terzino ha liberato l’esterno verso l’area, costringendo il biancorosso al fallo e all’ammonizione, ma la sofferenza è proseguita per tutta la gara. Sul fronte opposto, anche Mogos ha commesso diversi errori, il più grave da matita rossa: un pallone giocato male all’indietro che ha di fatto offerto a Selleri l’uno contro uno con Cerofolini.

Mogos
Copyright: Potenza Calcio Official

Nella ripresa il Bari si spegne e cresce il Potenza

Il quadro è peggiorato dopo l’intervallo. Nel primo tempo, pur soffrendo, i biancorossi erano riusciti a costruire le occasioni migliori della propria partita. Nella seconda frazione hanno invece perso progressivamente metri e capacità di risalire il campo, mentre il Potenza ha continuato a giocare con maggiore brillantezza. Rastelli ha ricondotto il calo anche alla diversa condizione fisica e al turno ravvicinato, spiegando nel post-gara che «la nostra condizione era diversa dalla loro». Il dato più significativo arriva però dalla produzione offensiva: il primo tiro in porta dopo l’intervallo è arrivato soltanto al 78’, peraltro sugli sviluppi di un calcio piazzato.

Rastelli
Copyright: SSC Bari

Il Bari fatica a produrre

Quando il Bari è riuscito a portare uomini negli ultimi trenta metri, almeno nel primo tempo, i pericoli non sono mancati, come il colpo di testa di Della Morte, la traversa di Butic, il tiro-cross di Bianchi non raccolto in area o la conclusione mancata da Maggiore pur in una posizione favorevole. La difficoltà è stata arrivare con continuità in quelle zone. Il palleggio faticava a superare la pressione, le soluzioni in avanti erano poche e il possesso finiva spesso per allargarsi o tornare indietro, dando agli avversari il tempo di ricompattarsi. Non è un caso che gran parte delle azioni più pericolose siano arrivate saltando il centrocampo e cercando di portare velocemente il pallone in avanti.

Butic
Copyright: SSC Bari

Una crescita ancora a strappi

La partita di ieri serviva anche a capire se i segnali mostrati ad Altamura, soprattutto nel primo tempo, potessero avere un seguito. Per ora quei progressi restano intermittenti, visto che questa squadra ha dimostrato di avere ancora tanti margini di crescita sia con la palla che senza. Forse il problema più grande resta a centrocampo, dove sembra mancare un pizzico di qualità e velocità, ma è tutta la formazione di Rastelli che per provare a competere ha bisogno di alzare il livello della prestazione e della continuità.

By Raffaele Digirolamo

Dottorando in filosofia presso l'Università degli Studi di Bari. Curo la newsletter per Elezioni Usa 2024 e scrivo per PianetaBari

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