Moreno Longo è il nuovo allenatore del Bari. A lui, dunque, il compito di cercare di risollevare una situazione che più disperata – probabilmente – non potrebbe essere. La missione impossibile è centrare la salvezza, e per intervenire sulla rosa ci sono solo una decina di giorni. Aspettando di vedere cosa il tecnico – e il nuovo ds, Valerio Di Cesare – riusciranno ad ottenere in questo quadro, ripercorriamo l’ultima avventura di Longo a Bari.

Bari, è Longo 2.0: dove ci eravamo lasciati
La prima – e fino a qualche giorno fa, ultima – stagione dell’allenatore torinese sulla panchina biancorossa si era conclusa in maniera abbastanza deludente. I playoff, obiettivo stagionale come più volte era stato dichiarato, falliti nelle ultime giornate. Un feeling con la piazza e con la dirigenza che si era totalmente dissolto. E la sensazione che la strada del galletto e quella dell’allenatore si sarebbero separate definitivamente.
Eppure, l’annata non era partita con il piede sbagliato, anzi. Le 14 partite senza sconfitte, dalla terza alla sedicesima di campionato, e il conseguente quarto posto in classifica lasciavano ben sperare per il raggiungimento quantomeno degli spareggi per la Serie A. E invece, da lì il rendimento della squadra è calato e, tra alti e bassi, il Bari è lentamente scivolato fuori dalle prime 8.
Per qualcuno, quel finale non era la fine del mondo. A guardare la situazione che oggi Longo si trova ad ereditare, in realtà, quasi viene da condividere questo pensiero. La verità è che in quel caso si è trattato di un fallimento in piena regola, per un obiettivo che era ampiamente alla portata della rosa. Se quello che si chiede oggi a Moreno Longo non è un miracolo, invece, poco ci manca. Per le prime risposte basterà attendere questo sabato: l’era 2.0 della storia tra Longo e il Bari è appena iniziata.

