È un Bari dalle polveri bagnate quello sceso in campo ieri al San Nicola contro il Crotone. Uno 0-0 che lascia parecchio amaro in bocca, perché contro l’ultima in classifica i biancorossi hanno lasciato per strada due punti e rischiato persino di perdere. Un’altra occasione sprecata dopo quella di due settimane fa a Salerno, dove il Bari si era fatto rimontare, gettando via tre punti pesantissimi, ma a fronte di una buonissima prestazione.
Ieri, invece la squadra di mister Rastelli è apparsa stanca, sia fisicamente che mentalmente: il gioco ha latitato e, tra le due compagini, quella che ha maggiormente da recriminare è sicuramente quella calabrese. Il Crotone ha controllato buona parte della contesa, mettendo in difficoltà un centrocampo biancorosso privo di fisicità . L’assenza di Darboe pesa, ma il Bari non può dipendere da un solo giocatore per riuscire a contendere l’iniziativa agli avversari. Davanti, invece, la manovra è risultata sterile: soltanto qualche lampo di Tribuzzi, un Della Morte impalpabile, un Butic poco coinvolto e un Gomez ancora lontano dalla migliore condizione.

Bari, la porta inviolata col Crotone non nasconde i limiti
In una giornata decisamente sottotono, il Bari può almeno consolarsi con la porta ancora inviolata al San Nicola. Aggrapparsi soltanto a questo dato, però, significherebbe raccontare una partita diversa da quella vista. Il Crotone ha creato pericoli, costretto Cerofolini a intervenire e sfiorato il vantaggio sul palo colpito da una deviazione di Elia. Il ritorno di capitan Mantovani rappresenta un segnale positivo, ma neppure dietro sono mancate le incertezze.
Soprattutto, la tenuta difensiva continua a non essere accompagnata da una proposta offensiva sufficientemente convincente. La costruzione fatica a decollare e le soluzioni dipendono troppo spesso dalle iniziative dei singoli. Per restare ai vertici del Girone C servirà qualcosa in più: una squadra costruita per inseguire la promozione deve saper mettere gli avversari sotto pressione, senza aspettare che un episodio risolva le sue difficoltà .

Un’occasione mancata, la vetta si allontana
Il rammarico aumenta se si guarda al contesto del campionato. Il Potenza supera per 2-1 il Catania, mentre il Bari non riesce a battere il fanalino di coda e scivola a cinque punti dalla vetta. I lucani affrontano e vincono uno degli appuntamenti più impegnativi del loro percorso; i biancorossi falliscono una risposta che, almeno sulla carta, sembrava alla portata.
È questo a rendere pesante il pareggio del San Nicola. Il Crotone ha meritato il punto e mostrato maggiore intraprendenza, ma proprio per questo il Bari deve interrogarsi sulla propria prestazione. Il problema non è aver trovato un avversario più competitivo di quanto suggerisse la classifica: è non aver avuto qualità e lucidità sufficienti per affrontarlo. E lascia perplessi che, dopo una settimana intera per preparare la gara, la squadra sia apparsa così scarica.

Ritrovare brillantezza per non perdere terreno
Più dei due punti lasciati per strada, a preoccupare è la sensazione di una squadra incapace di tradurre il proprio potenziale in una prestazione convincente. Le parole di Rastelli sulla mancanza di brillantezza fisica e mentale impongono una riflessione che non può fermarsi alla constatazione della giornata storta. Tocca al tecnico e al suo staff capire le ragioni di questo calo e trovare risposte, nella preparazione della partita come nella gestione delle difficoltà .
La stagione è ancora lunga, ma questo non può diventare un modo per ridimensionare ogni occasione persa. Venerdì si gioca già contro la Casertana e servirà una reazione concreta, ritrovando intensità , lucidità e incisività negli ultimi metri. Perché la solidità può tenere a galla il Bari, ma per inseguire la promozione diretta occorre dare continuità alle vittorie. Il Potenza lo sta facendo. I biancorossi, ancora una volta, si sono fermati sul più bello.
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