Dopo un mese e mezzo di campionato, il Bari è in testa al Girone C. I sedici punti conquistati nelle prime sette giornate valgono infatti il primato, condiviso con il Potenza, e una media molto vicina a quella tenuta, dopo lo stesso numero di partite, dai biancorossi con Mignani in panchina e da molte delle vincitrici del torneo nelle ultime stagioni. La vittoria sul Cosenza, però, non può far passare in secondo piano alcuni limiti emersi nella gara: se la fase difensiva continua a mostrare segnali di crescita, negli ultimi trenta metri la squadra fatica ancora a costruire occasioni realmente pericolose.

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I 5 spunti di Bari-Cosenza
Le occasioni restano poche
La vittoria è arrivata soprattutto grazie a un episodio, con Maggiore bravo a sfruttare un bel cross di Tribuzzi. Il Bari, però, ha fatto tanta fatica a produrre: in un soporifero primo tempo l’unica vera occasione su azione è arrivata quando Della Morte ha approfittato di un errore della difesa del Cosenza e ha messo in mezzo per Butic. Per il resto, i biancorossi hanno creato qualcosa principalmente sulle palle inattive o attraverso situazioni estemporanee. Un limite che pesa ancora di più considerando il livello dell’avversario: contro una squadra che nelle prime giornate aveva mostrato parecchie difficoltà, i galletti hanno avuto a lungo il controllo del pallone senza riuscire però a trasformare il possesso in occasioni con continuità.
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Perché il Bari ha faticato a creare?
Contro il Cosenza, il Bari provava a portare molti uomini nella zona offensiva, con i due centrocampisti che si alzavano vicino al tridente per offrire soluzioni tra le linee e favorire il gioco nello stretto. Diverse azioni passavano inizialmente da Anzolin, ma diventavano davvero interessanti soprattutto quando da lì si riusciva a trovare una mezzala dentro al campo e a sviluppare le combinazioni con i compagni. Rastelli lo ha spiegato nel dopogara: «Tante volte abbiamo fatto triangolazioni di prima molto belle, ma se non vai a concludere sembra poco».
Quando queste connessioni non si aprivano, però, il Bari tendeva ancora a rallentare troppo la manovra e a muovere il pallone senza guadagnare campo con continuità. Le alternative erano soprattutto la ricerca più diretta di Butic oppure gli strappi di Darboe, che con le sue conduzioni riusciva a rompere una linea e ad accelerare l’azione. Anche quando la squadra arrivava nelle zone giuste, troppo spesso mancava la qualità nell’ultima scelta o nell’esecuzione per trasformare una situazione promettente in una vera occasione da gol.
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Quanto pesano gli infortuni?
Nonostante qualche difficoltà, i tre punti contro il Cosenza restano pesanti, anche considerando l’emergenza con cui Rastelli ha dovuto fare i conti. Quattro dei sette assenti erano nel reparto arretrato, ma proprio lì il Bari sta dando le risposte migliori. Davanti, invece, molto dipenderà dal rientro di Gomez: se tornerà quello delle passate stagioni, potrà garantire presenza in area e finalizzazione, oltre a permettere a Butic di spostarsi sulla fascia, dove può essere più efficace. Anche il recupero di terzini con maggiore spinta come Burgio potrebbe aiutare una manovra che, soprattutto negli ultimi metri, continua ad avere bisogno di soluzioni diverse.

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Anzolin e Mogos promossi
Ed è proprio dalla difesa che continuano ad arrivare le indicazioni più positive. Dopo la disfatta di Barletta, il Bari ha concesso una sola rete e i meriti non sono soltanto di Cerofolini. La squadra appare più compatta e concede meno, anche grazie al lavoro di giocatori come Tribuzzi, ancora una volta prezioso per sacrificio e coperture. Contro il Cosenza sono arrivati buoni segnali anche dai terzini. Mogos sembra aver ritrovato continuità ed è stato fondamentale soprattutto nel finale, mentre Anzolin, all’esordio a pochi giorni dal suo arrivo e in piena emergenza sulla corsia sinistra, ha offerto una prova ordinata e senza particolari sbavature.

Maggiore sempre più decisivo
Tre gol nelle prime sette giornate raccontano già quanto Maggiore stia incidendo in questo Bari. Contro il Cosenza è stato ancora lui a sbloccare una partita molto equilibrata, attaccando l’area con i tempi giusti sul cross di Tribuzzi. In una squadra che continua a creare poche occasioni, i suoi inserimenti e la presenza sotto porta rappresentano una risorsa importante. Qualche passaggio a vuoto c’è stato, ma l’ex Spezia sta assumendo un ruolo sempre più centrale per Rastelli e, soprattutto nelle partite più bloccate, i suoi gol lo rendono ormai difficilmente rinunciabile.



