Il Napoli non è in vendita, ma Aurelio De Laurentiis non esclude un futuro passaggio di mano, anche tra due anni, nel 2028. Intervenuto in diretta a Radio Kiss Kiss Napoli, il presidente azzurro ha commentato le indiscrezioni sulla cessione del club, raccontando le proposte ricevute e indicando una preferenza per un eventuale successore napoletano.
«Per il momento non ho deciso di vendere, ma se dovessi venderlo preferirei farlo ad un napoletano e non un americano», ha spiegato Aurelio De Laurentiis. Un’apertura, forse la prima netta e chiara negli ultimi anni, accompagnata da un riferimento ai possibili tempi: «Se un napoletano avesse voglia di sostituirmi tra 2, 3 o 5 anni bene. Ho lavorato per 22 anni per un popolo meraviglioso».

Cessione Napoli, le parole di Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis ha raccontato di aver ricevuto una proposta araba da 3,5 miliardi, senza però voler lasciare la propria attività: «Io non volevo andare in pensione. Il cinema so ancora farlo e il calcio che non sapevo fare ho imparato a farlo nonostante le mille difficoltà».
Il presidente si è poi soffermato sui contatti con Matt Rizzetta, che gli avrebbe presentato due fondi interessati all’acquisto del Napoli. La proposta prevedeva una valutazione da due miliardi, con una parte del pagamento alla firma e il resto nei tre anni successivi.
«A un certo punto, circa un anno fa, io ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta, che io non conoscevo. Io per educazione rispondo e accetto l’incontro. Lui mi introduce a un paio di fondi che lui rappresentava. Questi fondi volevano comprare il Napoli. È accaduto fino a febbraio-marzo scorsi. Abbiamo messo i loro avvocati e i nostri avvocati per confrontarsi», ha spiegato, precisando che la due diligence non è mai iniziata. Tra i nodi, anche il suo ruolo dopo la vendita: «Prima mi è stato detto che io avrei dovuto gestire, fino a ridurre questo ruolo e diventare alla fine presidente onorario».
Alla base delle valutazioni di De Laurentiis, secondo il suo racconto, c’era la richiesta di pagamento e di garanzie sulla continuità del progetto: «Questa cosa mi divertiva molto, volevo vedere fino a che punto si potesse arrivare. Alla fine questa cifra di 2 miliardi e 260 milioni volevano pagarla una parte subito alla firma e un’altra parte in tre anni. Io avevo un dovere verso i tifosi del Napoli che sono in tutto il mondo. Allora dissi: cari signori, voi che garanzie mi date che il lavoro di 22 anni non vada a ramengo?».
L’ipotesi di una cessione tra due anni porta il discorso sul 2028, una data particolarmente significativa anche per il futuro della proprietà del Bari. Le dichiarazioni restano però un’apertura a uno scenario possibile: De Laurentiis ha citato un orizzonte di «2, 3 o 5 anni», senza fissare una scadenza per la vendita del Napoli.
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