Gli errori della difesa, i contropiedi concessi, Maggiore in affanno, la speranza Colangiuli: i 5 spunti di Bari-Scafatese

Gli spunti
MaggioreCopyright: Francesco De Leo/PianetaBari

Se tre indizi fanno una prova, allora la situazione in casa Bari inizia a farsi preoccupante. Le partite contro Crotone e Casertana erano già state campanelli d’allarme particolarmente pesanti per i biancorossi, che nella sfida casalinga contro la Scafatese hanno confermato un’involuzione ormai evidente da diverse giornate. Un passo indietro ammesso anche da Massimo Rastelli, che subito dopo il fischio finale di sabato ha ammesso come, dopo un’ottima prima mezz’ora, sia venuta meno la lucidità, fino a una ripresa in cui non si è più giocato da squadra. Segnali che non sembrano indicare uno scollamento fra spogliatoio e tecnico, visto che Mogos ha preso con forza le difese dell’allenatore, ma che rivelano comunque come qualcosa non vada.

Rastelli
Copyright: Francesco De Leo/PianetaBari

I 5 spunti di Bari-Scafatese

Cosa ha provato a cambiare Rastelli

Viste le difficoltà già evidenti nelle ultime uscite, Rastelli ha provato a cambiare qualcosa nello spartito della gara. In fase di impostazione, ad esempio, la presenza di due giocatori come Prisco e Mendicino in prima costruzione permetteva di offrire più linee di passaggio, ma è soprattutto senza palla che nei primi minuti si è vista un’aggressività maggiore. I biancorossi, infatti, hanno portato tanti uomini a pressare la manovra della Scafatese, anche a costo di lasciare i centrali esposti in parità numerica contro gli attaccanti avversari. Una scelta che in avvio è sembrata anche dare i suoi frutti, perché in più di un’occasione i galletti sono riusciti a recuperare palla e a rendersi subito pericolosi.

Mogos
Copyright: SSC Bari

Gli errori nell’azione del gol

Proprio il gol segnato dalla Scafatese ha però messo in luce anche i grandi limiti di questo approccio. Nell’azione si segnalano infatti diversi errori da matita rossa, in primis quello di Mantovani, che ha sbagliato completamente i tempi dell’intervento, con lo stesso Cerofolini non impeccabile sul primo palo. È il movimento di Elia, però, a mostrare quanto i meccanismi siano ancora da affinare. Il centrale ha provato a seguire Volpicelli nella sua metà campo, ma quando l’attaccante avversario si è abbassato troppo ha scelto di fermarsi e ripiegare, finendo così per non prendere l’uomo né chiudere gli spazi. Si è creato un buco ben sfruttato da Emmausso, che poi ha trovato la rete.

Mantovani
Copyright: Francesco De Leo/PianetaBari

Bari, il solito problema a centrocampo

Qual è il reparto in cui il Bari fatica di più? Difficile dare una risposta, perché contro la Scafatese è mancata incisività in attacco e la retroguardia ha concesso tanto. Ancora una volta, però, la sensazione è che i biancorossi abbiano sofferto soprattutto in mezzo al campo. In avvio di gara Prisco ha offerto qualche geometria in più, ma all’interno di una mediana che sembra ancora faticare a garantire passo e velocità. Non è solo una questione di qualità tecnica, anche se calciatori come Maggiore o Mendicino hanno dimostrato di essere in affanno, quanto di impatto e presenza nella partita. La squadra, infatti, appare troppo lunga, con le linee distanti e senza un collante che possa tenerle unite.

Maggiore
Copyright: Francesco De Leo/PianetaBari

Tanti contropiedi concessi

Questo scollamento si è visto anche nella ripresa, quando in maniera quasi inspiegabile il Bari si è trovato a subire diverse situazioni tutte uguali, spesso su ribaltamento di fronte. Sono mancate le preventive, è mancata l’attenzione: lacune difficili da giustificare, perché la Scafatese, imprecisa, ha perdonato i biancorossi, ma contro avversari più cinici sarebbe arrivata una sconfitta. Sono problemi che non riguardano la profondità della rosa, forse neanche le scelte del tecnico, ma la concentrazione e la volontà di lottare, la cura dei dettagli, la capacità di non spegnere la luce. E invece, come ha ammesso lo stesso Rastelli nel post gara, appena calano brillantezza e lucidità questo Bari tende ancora ad addormentarsi.

Bari
Copyright: Francesco De Leo/PianetaBari

Speranza Colangiuli?

Fra le poche notizie positive della gara, forse, c’è la sensazione che il Bari abbia trovato una risorsa in più in mezzo al campo. Non è un caso che i biancorossi abbiano guadagnato metri con l’ingresso di Colangiuli, perché ha garantito strappi e vivacità che prima mancavano. I primi segnali incoraggianti erano già arrivati con il Potenza in Coppa, e sabato il calciatore si è confermato. Sicuramente non potrà dipendere tutto da lui, ma con Colangiuli e Darboe insieme i galletti potrebbero recuperare dinamicità e, con Prisco a dare geometrie, il centrocampo ritroverebbe forse quella quadratura che finora non si è vista. Almeno fino a gennaio bisognerà fare con quello che c’è, e già sapere di avere qualcosa in più su cui contare non è poco.

By Raffaele Digirolamo

Dottorando in filosofia presso l'Università degli Studi di Bari. Curo la newsletter per Elezioni Usa 2024 e scrivo per PianetaBari

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