È stato un brutto Bari, sotto diversi punti di vista. Contro la Casertana, infatti, la formazione biancorossa ha confermato enormi difficoltà nella produzione offensiva, è sembrata ballerina e costantemente esposta in difesa e ha messo in luce diverse lacune nella costruzione della rosa.
A conti fatti, forse, l’unica cosa davvero positiva è il risultato, con il primo gol stagionale di Guido Gomez che ha regalato un punto prezioso. Il pareggio permette di tenere nel mirino il Potenza, ancora a cinque lunghezze di distanza, anche se quanto visto ieri di certo non basta a lottare per la vittoria del campionato.

I 5 spunti di Catanzaro-Bari
Una fase di costruzione che non c’è
Il primo tempo è stato una fotografia delle difficoltà avute fin qui dalla squadra biancorossa. Il Bari ha faticato tantissimo a costruire, anche a causa della pressione alta della Casertana, e si è affidata quasi sempre al lancio lungo. È stato soprattutto Cerofolini a ricorrervi, tanto che gran parte della manovra si è basata sulle seconde palle contese fra gli attaccanti e la retroguardia avversaria. Anche quando i galletti sono riusciti ad avere la meglio, o comunque ad arrivare sulla trequarti, è mancata però la qualità nell’ultimo passaggio e nella finalizzazione, con le occasioni pericolose che sono state pochissime.

Grgic non va, esterni spenti
Anche la gestione del pallone non è stata efficace. Ancora una volta, Grgic ha offerto una prova negativa: il centrocampista austriaco si è abbassato spesso fra i difensori, ma la mappa dei suoi passaggi mostra una distribuzione scolastica ed elementare, quasi sempre in orizzontale o all’indietro. Sono mancati anche gli esterni, con Della Morte e Tribuzzi spenti per gran parte della gara. Solo con il passaggio alla difesa a 3, nel secondo tempo, i pugliesi hanno trovato qualche linea di passaggio in più, ma ad eccezione del gol non hanno aumentato troppo il numero di occasioni.

Bari, quante difficoltà in difesa
Ventiquattro tiri per la Casertana, solo nove da parte del Bari. Numeri che fotografano un enorme squilibrio nella produzione offensiva, evidente per tutta la gara. I campani sono riusciti a creare con troppa facilità: Manconi e Castelli hanno portato a lungo a spasso i centrali, mentre per gli esterni c’è stata vita facile nel raggiungere il fondo e mettere in mezzo spioventi insidiosi.
Numeri che mostrano le difficoltà della retroguardia, ma che raccontano un problema più generale. Il centrocampo, ad esempio, ha faticato a fare filtro: soprattutto sulle fasce, quando Anzolin usciva in pressione, le mezzali non sempre rientravano in copertura, lasciando spazi che i padroni di casa attaccavano costantemente. In mezzo, inoltre, Grgic non ha garantito protezione e, anche in occasione del gol di Manconi, pur di fronte a una conclusione straordinaria dell’attaccante, è rimasto a guardare.

Casertana-Bari: finalmente Gomez
Le uniche buone notizie della serata? Forse il risultato, visto che la sensazione è che il Bari abbia raccolto più di quanto meritasse. E poi il ritorno al gol di Guido Gomez. L’attaccante è stato il colpo pregiato del mercato estivo, ma fin qui si era visto poco. Spento e sottotono nelle prime giornate, è poi rimasto fuori per quattro gare a causa di un infortunio. La rete offre un primo assaggio di quanto possa dare a una squadra che ha pagato tanto l’assenza di un calciatore d’area di rigore. Le prossime partite saranno la controprova per capire se potrà rappresentare una risorsa in più per i biancorossi.

Costruzione della rosa e scelte del tecnico: tutti sotto esame
La gara con la Casertana, dunque, ha fatto venire al pettine nodi già evidenti nelle scorse giornate. A partire dalla profondità di una rosa che, al netto degli infortuni, mostra alcune lacune. Le difficoltà di Grgic mettono in luce la mancanza di un altro calciatore capace di dare geometrie e velocità alla manovra, mentre senza Darboe il Bari perde strappi e imprevedibilità.
E poi ci sono le responsabilità di Rastelli: le scelte iniziali non hanno funzionato e, dopo alcuni passi avanti, quella biancorossa è tornata una squadra che sembra non sapere cosa fare con la palla e che fatica anche senza. Il mercato di gennaio potrà aiutare, ma fino ad allora servirà ritrovare un’identità e migliorare la qualità del gioco.

