Giuseppe Sibilli torna a parlare del Bari e della separazione arrivata nell’ultima sessione di calciomercato. Intervistato da Gianlucadimarzio.com, l’attuale attaccante della Juve Stabia ha ripercorso i mesi precedenti all’addio, soffermandosi sul mancato accordo contrattuale e sulla gestione della vicenda. Spazio anche al rapporto con i tifosi biancorossi e al periodo della squalifica per scommesse.

Le parole di Sibilli
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda le ragioni della separazione. Sibilli ha rivendicato la disponibilità a proseguire la propria esperienza in biancorosso, spiegando che il nodo riguardava la sistemazione del contratto dopo la retrocessione: «Si dicono tante cose, ma la verità la so io. Ho dato priorità al Bari, sempre, ho fatto anche tutto il ritiro con la squadra. Non ho chiesto soldi in più, ma con la retrocessione andavano messe a posto delle cose sul contratto. Poi non abbiamo trovato il giusto accordo».
Una ricostruzione con cui l’attaccante ha voluto chiarire la propria posizione, attribuendo la conclusione del rapporto al mancato raggiungimento di un’intesa. Sibilli ha poi espresso il proprio disappunto per quanto accaduto intorno all’addio. Pur riconoscendo una parte di responsabilità, ha sottolineato che la situazione avrebbe potuto essere affrontata diversamente: «Non mi è piaciuto il “teatrino” che si è creato quando ci siamo lasciati, al quale probabilmente ho contribuito anch’io, ma non da solo. Non voglio entrare nei dettagli, ma ho avuto le mie ragioni. Da quando non sono stato convocato contro il Casarano è iniziata una telenovela che, sia per il Bari sia per i suoi tifosi, poteva essere gestita diversamente».

L’affetto dei tifosi del Bari
Le critiche alla gestione della separazione si accompagnano alla gratitudine verso la piazza biancorossa, che Sibilli ha voluto ringraziare per la vicinanza durante la squalifica: «Devo tanto a questa piazza. Ho sentito l’affetto della città di Bari anche durante la squalifica. Non sono stato insultato, anzi: mi hanno supportato».
E proprio parlando della squalifica per scommesse, Sibilli ha ricordato: «Io ho sbagliato, ho commesso un errore. Ma credo che, quando ti comporti bene e fai le cose a modo, metti tutto a posto. Ho fatto anche dei percorsi con il terapeuta. Mi reputo fortunato: ho 30 anni, posso giocare ancora per anni. Durante questi mesi mi sono fatto tante domande: come tornerò in campo? Come starò? Sono arrivato al ritiro con il Bari, ma non c’era differenza con gli altri. Se ho pensato di smettere? Assolutamente no, questo mai. Non nego che sogno… magari non faccio il Mondiale – dice ridendo – ma qualcosa prima o poi torna. Come dico sempre alla squadra: ci vuole positività».
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