Caprile al Napoli, il caso torna d’attualità. De Laurentiis ribadisce: “Cifre fatte da un perito”

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CaprileCopyright: Cagliari Calcio

La cessione di Elia Caprile dal Bari al Napoli, considerata per mesi negli ambienti biancorossi una operazione di mercato assai discutibile, oggi viene riletta alla luce delle carte dell’inchiesta che coinvolge il club pugliese. Le valutazioni contenute negli atti della Procura hanno riportato sotto i riflettori un affare che, già all’epoca, aveva suscitato interrogativi e acceso il dibattito. A distanza di tempo, alcune dichiarazioni e alcuni dettagli assumono un peso diverso, pur rimanendo nel perimetro delle rispettive posizioni espresse dai protagonisti.

Caprile Cheddira
Copyright: Francesco Pecoraro/Getty Images – Via OneFootball

Le parole di De Laurentiis: “Tutto alla luce del sole”

Durante una conferenza stampa di due anni fa, il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis, aveva affrontato direttamente il tema della doppia operazione che portò in azzurro Caprile e Walid Cheddira. Le sue parole a tal proposito erano state molto nette:

“Quando Napoli e Bari hanno trattato la cessione di Caprile e Cheddira, c’è stato un perito esterno che ha fatto la sua analisi sulle cifre, proprio perché noi volevamo fare tutto alla luce del sole. La loro cessione ha aiutato a comprare i giocatori, non è servita a coprire i debiti”.

Una precisazione con cui il patron biancorosso aveva rivendicato la correttezza dell’operazione e l’utilizzo di una valutazione indipendente, ribadita nel comunicato stampa odierno. Proprio questo aspetto era stato approfondito anche da PianetaBari, in un editoriale pubblicato all’epoca dei fatti, quando vennero rese note quelle cifre a cui faceva riferimento LDL.

Ad effettuare la valutazione economica dell’operazione, fu un esperto nominato dal tribunale: Claudio Garzelli, professionista ben conosciuto nell’ambiente calcistico barese. Secondo quanto riportato allora, Caprile venne venduto a 2.218.116 euro, ai quali si aggiungevano 538 mila euro destinati agli agenti, per un costo complessivo di 2.756.116 euro, come emergeva dall’allegato B della tabella di movimentazione utilizzata per il calcolo degli ammortamenti. A ciò andava inoltre aggiunto il 25% sulla futura rivendita spettante al Leeds.

Nel corso dei mesi successivi, anche l’allora direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, aveva più volte spiegato pubblicamente la propria posizione. Polito aveva sostenuto di essersi limitato ad assecondare le indicazioni della proprietà, descrivendo il proprio ruolo nella vicenda più come quello di uno spettatore interessato che di un effettivo protagonista della definizione economica dell’operazione. Una ricostruzione che oggi torna inevitabilmente d’attualità, considerando quanto emerso dagli atti dell’inchiesta.

 

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Caprile tra Bari e Napoli, la posizione attuale

Le nuove contestazioni formulate dalla Procura hanno riportato al centro dell’attenzione proprio il tema della valutazione di Caprile e delle operazioni di mercato concluse tra Bari e Napoli. Va precisato che le indagini sono ancora nella fase preliminare e che le persone coinvolte potranno far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti. Sarà l’eventuale sviluppo del procedimento a chiarire ogni profilo della vicenda.

Il nodo della vicenda sembra essere proprio questo. Nelle carte della Procura al Bari viene contestato di aver ceduto Caprile a un valore ritenuto inferiore rispetto all’effettivo asset patrimoniale del Bari, con un conseguente pregiudizio economico per il club. Eppure, quello stesso importo non sarebbe stato fissato arbitrariamente dalle parti, bensì sulla base della valutazione di un perito esterno, nominato dal tribunale, come ricordato anche da Luigi De Laurentiis e ricostruito all’epoca.

È un elemento che inevitabilmente alimenta un interrogativo: se il prezzo della cessione è stato determinato da una perizia indipendente, diventa difficile conciliare tale circostanza con la contestazione secondo cui il valore sarebbe stato volutamente sottostimato. Saranno naturalmente gli sviluppi dell’indagine a chiarire questo apparente cortocircuito.

Resta però un dato: un’operazione che già in passato era stata accompagnata dalla scelta di affidarsi a una perizia esterna e che era stata pubblicamente rivendicata da De Laurentiis come esempio di trasparenza, oggi viene inevitabilmente riletta attraverso la lente delle nuove contestazioni, tornando al centro del dibattito calcistico e giudiziario, confermando la diffidenza che da sempre c’è stata negli ambienti biancorossi.

 

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By Claudio Mele

Ho un assegno di ricerca in matematica, sono anche un insegnante di matematica e fisica. Nel tempo libero faccio il giornalista (con scarsi risultati)

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