In casa Bari è già iniziata la lunga settimana che porterà alla decisiva trasferta di Catanzaro. I biancorossi con un solo punto sarebbero ai playout rimandando di qualche settimana la questione salvezza. In attesa della sfida contro i calabresi, abbiamo intervistato l’ex attaccante del Bari Simone Simeri.
Il classe 1993, arrivato in Puglia subito dopo il fallimento, ha vestito la maglia biancorossa dal 2018 al gennaio del 2021, totalizzando 92 presenze e 27 gol complessivi. Con l’ex Juve Stabia e Novara abbiamo parlato del momento della squadra, di Ciro Polito, della situazione societaria e della lotta salvezza in Serie B.

L’intervista a Simone Simeri
Ciao Simone, come stai vivendo questo momento del Bari? Come ti spieghi questa situazione?
«La sto vivendo come tutti i tifosi del Bari: non bene. La vivo male perchè mi aspettavo tutt’altro che sperare nella salvezza del Bari».
A Catanzaro basterà un punto per giocare i playout. Da calciatore come ci si comporta in questi casi?
«Venerdì in campo andranno le motivazioni: il Catanzaro non ne ha una e il Bari ne ha mille. Non dovrebbe esserci partita. I calabresi sono certi dei playoff e non faranno altro che giocare la gara di una squadra senza obiettivi, liberi di testa, dove il portiere vorrà mantenere il cleen sheet e l’attaccante fare gol e far divertire i tifosi. Il Bari spero scenda in campo con una cattiveria ai massimi livelli ed in palio c’è una salvezza. Con un punto fai i playout, ma con il bottino pieno ed alcuni risultati a favore rischi veramente di salvarti direttamente. Sarebbe un miracolo calcistico».
Conosci bene Polito, secondo te come sta vivendo l’avvicinamento alla partita?
“Conoscendo il direttore, fa sempre il bene della società. In questo momento è un direttore e non un allenatore, vorrebbe che la sua squadra si esprimesse nel migliore dei modi. Davanti avrà una squadra che gli ha dato tanto e che forse gli ha anche tolto tante energie. Lui è uno anche molto carismatico, non vuole che la sua squadra abbassi il livello. Per il Bari sarà una partita sofferta».
Il Bari ha sbagliato a mandar via Polito?
«Io sono andato via due anni prima di Polito quindi poi non so cosa sia successo. Averlo in società è quasi una garanzia, l’ho avuto per tre anni e mezzo ed è un valore aggiunto. I risultati parlano chiaro sia a Bari che a Catanzaro».

Avendo vissuto tanti spogliatoi diversi, fossi oggi un calciatore del Bari cosa diresti ai tuoi compagni in vista di una sfida importante come quella di Catanzaro?
«Non è semplice vivere in questo momento lo spogliatoio di una piazza così importante come quella di Bari. Potrei dire di stare tranquilli e sereni, entrare in campo con la consapevolezza di essere una grande squadra e di giocare per una città importante. Caricarsi sulle spalle tutta quella gente e portare a termine la stagione nel migliore dei modi».
Ai tempi di Simeri tutte queste problematiche con la società non c’erano. Come mai sono emerse nel corso degli anni?
«Io sono arrivato a Bari quando c’erano le giuste aspettative per un presidente così facoltoso. Figurava Luigi De Laurentiis, ma dietro c’era tutta la sua famiglia. Vedendo ciò che è stato fatto a Napoli, uno si auspica sempre potesse emulare quanto fatto in altre società. Una volta saliti in B si sperava di andare in Serie A, speri sempre che ciò possa accadere. I risultati sono la medicina di tutto: finchè si vince è tutto bello, i problemi arrivano proprio quando i risultati iniziano a mancare. Da 2/3 anni ci sono problematiche tra piazza e società, credo sia normale a questo punto».
Hai giocato a Bari con Di Cesare, secondo te come sta vivendo questo momento da dirigente?
«È sempre stato uno attaccato a determinati valori tecnici ed umani, da giocatore la vivi in un modo o da dirigente in un altro. Gli ultimi sei mesi li sta vivendo da protagonista come direttore sportivo, ha un doppio valore perchè è alle prime armi ed è anche stato calciatore e capitano del Bari. Retrocedere ti macchia, salvandoti invece rischi di entrare nel cuore di tutti».

…macchia che potrebbe restare anche per calciatori ed allenatore…
«Si, Bari è una piazza non abituata alle retrocessioni. Magari ha fatto fatica a salire ma retrocedere non è nel suo costume. Scendere in C nel caso non sarebbe facile da digerire per nessuno: i giocatori poi, cercando una nuova squadra, farebbero fatica a chiedere ciò che vogliono».
Qual è il pronostico di Simeri?
«Son tifoso del Bari, ma anche napoletano. Pronostici non me la sento di farli, metterei a repentaglio me stesso. Il Bari ha tutte le carte in regola per salvarsi, direttamente è dura. Può anche vincere e fare i playout o con l’Entella o con l’Empoli, tra queste qui il Bari è sulla carta la squadra più forte».
