Dopo la debacle di Monza, il Bari tornerà in campo sabato alle ore 15:00 per riprendere la sua marcia verso una salvezza quantomai complicata. In attesa dell’incontro contro il Venezia, il portiere biancorosso Marco Pissardo ha parlato ai microfoni di RadioBari, commentando la sua prima da titolare stagionale. Di seguito le sue dichiarazioni.

Le parole di Pissardo
Il numero uno di Verbania ha commentato il suo ruolo da secondo: «Non è facile, sono onesto ma è il mio ruolo. Ho giocato undici mesi fa l’ultima volta e credo di essere migliorato tanto in questo anno, sebbene i primi attimi e le sensazioni sono difficili. All’inizio ero un po’ rigido, ma poi durante la partita mi sono sciolto. Alleno sia le testa che il corpo: sai che non giochi, ma ogni allenamento è come se fosse una partita. Non ho fatto nulla di speciale per preparare la gara. Giocare però mi gratifica molto».
Pissardo ha analizzato la partita col Monza: «Il primo tempo è stato ottimo, difendendoci in maniera ordinata contro una corazzata. Non ho mai avuto la sensazione di poter prendere gol. All’intervallo c’era positività, ma poi abbiamo peso gol su una rimessa laterale e fatto errori».
Sulla salvezza: «Il nostro impegno è fuori discussione: ci crediamo fortemente, diamo l’anima. Da quando è arrivato Longo, abbiamo cambiato passo e fatto punti. Arriviamo di slancio al rush finale, ma non dobbiamo farci prendere dal panico se facciamo pochi punti con Monza e Venezia, contro cui daremo comunque battaglia senza calarci le braghe. Col Modena ci siamo rimessi in carreggiata e sappiamo che possiamo fare i punti necessari, senza ansia. Rispetto a due anni fa, c’è più slancio e positività. Vedo una squadra viva, in ripresa, anche a Monza, sebbene i zero tiri in porta, non abbiamo fatto male: dal campo, ho visto qualcosa che poi non si è concretizzato, ma possiamo fare molto bene. È chiaro che bisogna fare quei 6-7 punti».
Pissardo ha parlato del rapporto con Cerofolini: «Con Michele usciamo a cena, mi sta molto vicino e mi ha molti dato consigli, da ragazzo molto intelligente qual è. Lo conoscevo di nome, non personalmente, ma sapevo fosse un ottimo portiere. Dopo i primi allenamenti e partite, ho capito subito che fosse un gran portiere e, giocando, ho cercato di non farlo rimpiangere. È un animale da partita: è concentrato e sa sempre cosa fare al momento giusto. Gli ruberei questa precisione».
La chiosa finale sul sostegno del pubblico barese: „Saluto sempre i tifosi. È stato bello sentire cori di incitamento anche nei miei confronti, mi fa sentire apprezzato. Ho avuto momenti, in altre squadre, di sfiducia, come a Novara. Sono innamorato di Bari e sto bene qui, è difficile staccarsi. Ho avuto proposte, ma ho scelto il cuore».

