A mercato praticamente appena concluso, Gabriele Moncini ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TeleBari. Tanti i temi affrontati dal bomber biancorosso, a partire dai nuovi arrivi sul mercato fino alla difficilissima stagione affrontata fin qui dalla squadra. Passando per l’arrivo di Longo e i motivi che lo hanno tenuto così tanto fuori nelle ultime giornate. Riportiamo di seguito le sue parole.

Le parole di Moncini
Un bilancio sul mercato: «Sono tutti molto giovani, quando leggo le loro date di nascita mi sento un po’ vecchio. Conosco Mantovani e Artioli, li ho incrociati spesso negli ultimi due anni. Cambiare tanto è un rischio, però servono facce nuove in un momento di difficoltà, ricrea quella concorrenza che c’era a luglio. Le voci su di me? Erano vere, il mio procuratore mi ha riportato alcune richieste, ma la società è stata chiara con questi club e con me».
Sul perché sia rimasto spesso fuori nelle ultime partite: «Onestamente a parte la partita con la Juve Stabia, quando ho avuto un fastidio al retto femorale, per il resto è stata una scelta tecnica».
Sul suo tipo di schieramento preferito in campo: «Sono abituato sia a giocare con un’altra punta che da solo, ma preferisco giocare come unica punta, ho più tempo e spazio per muovermi. Avere due trequartisti di gamba però è utile, portano via un difensore e sono più libero in area».
Moncini ha parlato del difficile momento dopo i due rigori falliti contro il Pescara: «È stato duro, non avevo mai sbagliato un rigore in carriera. Ho sentito gli applausi per me e li ho apprezzati, credo che la gente abbia capito che provo sempre a dare il massimo nonostante i miei limiti».

Su quanto abbia influito l’arrivo di Longo: «È cambiato l’atteggiamento, è palese che sia cambiata la mentalità e si vede già dal riscaldamento. Avevamo bisogno di un allenatore così, è scattato qualcosa. Con il Palermo abbiamo perso 3-0 è vero, ma abbiamo giocato bene per un’ora, è uno stile di gioco dispendioso e con un avversario più forte se non vai in vantaggio fai fatica, ma l’atteggiamento è fondamentale».
Moncini ha fatto un quadro sulla sua difficile stagione a Bari: «Sicuramente è una stagione inattesa, in estate non ho avuto dubbi sulla scelta. Fa parte del gioco, quando cambi in corsa è difficile rientrare in rotta, ma siamo professionisti e ci adattiamo alla situazione. Spogliatoio? Ho una certa età, credo che i giovani abbiano bisogno di me e devo dare loro una mano. Capitano con Pucino in panchina? Me la sentirei».
Sul blocco di ex Brescia che si è ricreato a Bari: «Verreth a Brescia faceva il play puro, ha bisogno di uno o due centrocampisti accanto che “facciano la legna”. Dickmann? Sono anni che mi insegue nelle squadre, finalmente si è sbloccato con gli assist! Cistana conosce la categoria, nonostante tutti gli infortuni, ha potenzialità per una categoria maggiore».
Una chiusura sulla sua esperienza a Bari: «A inizio stagione mi ero prefissato la doppia cifra per i playoff. Cosa mi piace di Bari? Il clima, abitando vicino al mare, e la tifoseria. Quando lo stadio era un po’ più pieno, l’inno era spettacolare».
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