Cassano: “Baresi, tenetevi stretti i De Laurentiis. Dopo di lui si rischia la terza categoria”

Le parole di Cassano

A margine dell’ospitata al Teatro Tim per la puntata di Viva El Futbol, Antonio Cassano si è concesso ai giornalisti presenti. Queste le sue dichiarazioni raccolte dal nostro inviato.

Le parole di Cassano

Dopo quanti anni sei tornato a Bari?
«Dopo 17 anni».

Come hai trovato Bari? E come ti ha accolto la gente?
«Bari è divisa in due: Bari nuova e Bari vecchia. Bari vecchia l’ho ritrovata tutta nuova, quasi tutta cambiata, tranne la via di casa mia che è rimasta identica. L’accoglienza è stata bellissima, meravigliosa. La gente è calorosa, ti fermano, ti danno pacche sulle spalle, ti chiedono come stai. Vivendo a Genova, che è una città diversa, qui è stato emozionante. Sono tornato nella mia città».

Tu potevi essere tra i 10 migliori giocatori al mondo di tutti i tempi.
«Le chiacchiere stanno a zero. Io mi sono divertito. Il calcio è divertimento: ridere, scherzare, fare anche sciocchezze. Mi sono divertito, punto. Anche altri potevano fare di più. Magari potevo fare un Mondiale o un Europeo in più, ma va bene così».

Che cosa pensi della situazione del Bari?
«Tenetevi stretto il presidente. Io l’ho sempre criticato, ma una cosa è chiara: il giorno che lui si stanca, chi viene a prendere il Bari? Si rischia di ripartire dalla terza categoria. Per me il Bari è una piazza straordinaria».

Che ne pensate voi della piazza di Bari?
«Questa sarebbe stata la piazza perfetta per Cassano per affetto, trasporto e seguito. Il Bari riempie sempre lo stadio e va in trasferta ovunque. È una piazza di passione e rispetto».

Avete visto lo stadio pieno per anni. Che effetto fa vederlo così oggi?
«È brutto. L’ho visto pieno tante volte, penso a Bari-Cagliari e a quello che successe al 94’. Ora c’è da ricostruire, ma capisco che la gente sia arrabbiata. Il presidente è il primo a non essere felice della situazione».

Lo stadio quanto incideva quando giocavi?
«Tantissimo. Io ho perso punti a Bari anche per lo stadio: contro Brescia e Fiorentina. Il rumore ti toglieva i punti di riferimento, ma era il rumore dell’amore della gente».

Bari-Inter, la partita da cui è cominciato tutto?
«È stata la partita che ha cambiato la mia vita, la mia carriera, tutto. Da lì è cambiato tutto sotto ogni punto di vista».

Raccontaci quel gol.
«Avevo troppa fame per fare il calciatore. Avevo qualità superiori agli altri e il mio talento mi ha portato a fare qualcosa di unico e speciale. A distanza di anni c’è ancora gente che non l’ha visto dal vivo e se lo ricorda. Quel gol mi ha cambiato la vita».

By Redazione PianetaBari

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