La notte del San Nicola non ha regalato sorrisi al Bari, travolto 0-3 dal Palermo in una partita che ha confermato la distanza attuale tra le due squadre. Eppure, dentro una serata complicata, c’è stato spazio per una prima indicazione importante: i nuovi arrivati, Cuni, Esteves e Cavuoti, sono già dentro il gruppo, pronti a diventare parte del progetto di Longo.

L’esordio di Esteves, Cavuoti e Cuni
Il tecnico biancorosso aveva chiesto tempo e disponibilità, ricordando alla vigilia le sue parole sui nuovi innesti: “Dobbiamo dare il tempo ai nuovi innesti di inserirsi e di mettersi dentro un contesto che stiamo formando, dobbiamo essere bravi però a farlo più velocemente possibile”. E contro il Palermo, nonostante il risultato fosse ormai segnato, Esteves, Cavuoti e Cuni hanno avuto modo di assaggiare il campo e di mostrare i primi segnali di integrazione.
Il loro ingresso è arrivato quando la partita era già compromessa: il Palermo aveva preso il controllo, il Bari faticava a reagire e il ritmo si era abbassato. In un contesto del genere, incidere era quasi impossibile. Ma l’obiettivo non era cambiare il risultato: era iniziare a respirare il campo, capire i movimenti dei compagni, prendere confidenza con il sistema di Longo.
Esteves ha portato ordine e qualche buona giocata semplice, muovendosi con disciplina sulla fascia e rispettando le consegne. Cavuoti, entrato per dare freschezza alla fascia, ha mostrato personalità nei primi tocchi e una buona lettura delle linee di passaggio, segno di un giocatore che sa stare in campo. Cuni ha provato a dare profondità e presenza fisica, pur ricevendo pochissimi palloni giocabili.
Il loro impatto sulla gara è stato inevitabilmente molto limitato, ma ciò che conta è la sensazione: sono già dentro i meccanismi, si muovono con naturalezza, ascoltano, si applicano. Longo non vuole rivoluzioni immediate, ma inserimenti graduali. E la partita contro il Palermo, pur amara nel risultato, ha confermato che i nuovi hanno la mentalità giusta per diventare presto protagonisti.
