Il giornalista Michele Salomone ha annunciato, attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, di aver rifiutato l’invito a far parte del Comitato di garanzia. Una decisione che arriva dopo una proposta istituzionale che lo avrebbe visto coinvolto su indicazione del Sindaco Leccese e di rappresentanti sia della maggioranza sia dell’opposizione, tramite Fabio Romito. L’invito, quindi, aveva un carattere trasversale e coinvolgeva più componenti politiche, ma Michele Salomone ha scelto di non accettare il ruolo.

Le motivazioni del rifiuto di Michele Salomone
Nel suo intervento social, il giornalista ha spiegato in modo chiaro le ragioni della sua scelta. Il primo punto riguarda la necessità di sottoscrivere un patto di riservatezza, condizione che, secondo quanto evidenziato, avrebbe di fatto limitato la possibilità di svolgere pienamente la propria attività professionale.
A questo si aggiungono motivazioni legate alla deontologia professionale e all’opportunità: far parte del Comitato avrebbe potuto comportare la conoscenza anticipata di informazioni o dati sensibili rispetto agli altri colleghi, generando così un potenziale vantaggio nel lavoro giornalistico.
La decisione di Michele Salomone si inserisce dunque in un quadro di tutela della propria autonomia e indipendenza professionale. Un passo indietro rispetto a un incarico istituzionale che avrebbe avuto un forte rilievo, ma che il giornalista ha preferito non accettare per preservare la propria posizione nel mondo dell’informazione.
L’annuncio, diffuso pubblicamente sui social, ha immediatamente attirato l’attenzione e alimentato il dibattito sul rapporto tra giornalismo, istituzioni e organismi di garanzia.
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