Il braccio di ferro fra Vito Leccese e Luigi De Laurentiis non si è ancora concluso. Dopo la giornata di ieri, caratterizzata dal susseguirsi di PEC e rilanci tra le due parti, quella odierna si è chiusa senza grosse novità. O meglio, l’unico intervento pubblico è stato quello del primo cittadino, che in un’intervista rilasciata ai microfoni di RadioNorba ha rilanciato la richiesta di un chiarimento su come la proprietà ha intenzione di gestire il club, motivandola soprattutto con la scadenza in programma nel 2028. Quest’ultima, infatti, impone alla Filmauro di sciogliere il nodo multiproprietà cedendo una delle due società gestite.

Cosa aspettarsi ora?
Ma cosa bisogna aspettarsi ora, alla luce di questo braccio di ferro? La prima data da tenere sott’occhio è quella di domani, quando la proprietà dovrà indicare in via preliminare uno stadio dove fare giocare il club biancorosso. Non si tratta però della scadenza ultima, perché c’è tempo per cambiare fino al prossimo 16 giugno, termine in cui verranno sciolte le riserve anche in relazione alle iscrizioni (con particolare attenzione alla situazione Juve Stabia, anche se da Castellamare filtra ottimismo in virtù di due gruppi imprenditoriali, uno locale e uno svizzero, che si sono fatti avanti in maniera concreta).
In vista di domani, la società biancorossa avrebbe bisogno di una firma con cui il comune darebbe la concessione del San Nicola. Da quanto filtra a Palazzo di Città, senza un incontro con la presentazione di un piano industriale sul futuro del Bari (che difficilmente arriverà nelle prossime 24 ore) il sindaco non la apporrà, ragion per cui la proprietà dovrebbe indicare un altro impianto. In questo senso, vi sono stati contatti con l’amministrazione di Altamura per il Tonino D’Angelo.
Anche in questo caso, però, dovrebbero continuare i colloqui, visto che la volontà di De Laurentiis è comunque quella di incontrare Leccese per riuscire a chiarire. Resta il punto per cui, senza una intesa, i biancorossi non potrebbero giocare nell’impianto di Renzo Piano: fonti da noi raccolte ci sottolineano come negare questa firma rientri nelle prerogative dirette del sindaco, senza bisogno di autorizzazioni dal Consiglio Comunale.

Stati d’animi tesi
Le ultime ventiquattro ore, in ogni caso, sono state caratterizzate da stati d’animi particolarmente tesi. Persone vicine a Vito Leccese, infatti, descrivono il primo cittadino come “mai così adirato” dopo aver ricevuto nella giornata di martedì la lettera di De Laurentiis. Al sindaco, infatti, non sono piaciuti i toni, né la rivendicazione di una gestione che, sul campo, non ha portato alcun risultato dal punto di vista sportivo. Proprio per questo, l’intenzione che serpeggia soprattutto nell’entourage di Palazzo di Città e in gran parte del consiglio comunale è quella di usare la questione dello stadio come leva per fare pressione sulla proprietà. «De Laurentiis ha un solo modo per riavvicinarsi alla città e risultare credibile», sostiene infatti il consigliere Antonio Bozzo, «dire al sindaco quanto vuole per vendere. Proveremo tutti insieme a trovare un investitore serio che si compri il Bari. Tutte le stagioni iniziano e finiscono quella dei De Laurentiis è finita con la retrocessione».
Dall’altra parte, invece, c’è una società che sembra vogliosa, almeno per il momento, di restare alla guida del Bari. Nel piano sportivo che dovrebbe essere presentato a Leccese ci sarà infatti quello che nell’ottica dei De Laurentiis dovrebbe essere un progetto definito “credibile” sul futuro del club. Nei vertici di Via Torrebella non è mancata inoltre l’irritazione per la divulgazione di una mail che nell’opinione della Filmauro doveva restare riservata. Come detto, in ogni caso, è probabile che nei prossimi giorni (forse anche nelle prossime ore) ci sia un incontro, anche se smorzare degli stati d’animi particolarmente tesi non sarà semplice.
