Il Bari ha cambiato volto in attacco, con Caserta che nella trasferta di Palermo per la prima volta in campionato ha potuto anche affidarsi alla coppia Christian Gytkjaer e Leonardo Cerri. Due arieti di peso, arrivati in due momenti diversi dell’estate, chiamati a dare profondità e presenza in area, ma che finora non avevano lasciato alcuna traccia in Puglia. Clicca qui per guardare l’analisi tattica di Palermo-Bari.

Bari, ecco anche Gytkjaer e Cerri
Gytkjaer ha fatto il suo debutto entrando al 59’, al posto di Moncini, con Caserta che ha modificato l’assetto offensivo nel tentativo di sbloccare la gara, fino a quel momento ferma sullo 0-0. Nessuna azione degna di nota per il Bari, con il Palermo che ha trovato il gol del vantaggio, portando Caserta alla decisione di passare al 82’ al 4-4-2 e inserire anche Leonardo Cerri, al posto di Braunöder.
Il danese ha provato a dare profondità e a far salire la squadra, ma ha ricevuto pochi palloni giocabili. Cerri, anche lui al debutto in Serie B con la maglia del Bari, ha portato fisicità e si è impegnato nel gioco spalle alla porta, cercando sponde e duelli aerei, ma senza riuscire a rendersi pericoloso. La presenza fisica non è mancata, ma il Bari ha continuato a faticare nella costruzione e nella rifinitura. Nessuna occasione nitida per i due centravanti, che hanno lottato ma sono rimasti isolati. Il dato più eloquente: zero tiri in porta nella ripresa, nonostante la presenza contemporanea di due arieti di ruolo parla da sé.
Caserta ha voluto testare una nuova soluzione offensiva, ma per valorizzare Gytkjaer e Cerri serviranno automatismi, più rifornimenti dalla trequarti e una manovra meno prevedibile. In ogni caso resta la possibilità di avere più alternative a Moncini, finora spremuto più del necessario. La sfida contro la Sampdoria sarà già un banco di prova per capire se questi due nuovi arieti possano davvero funzionare.

