Con il pareggio maturato a Padova, si complica sempre di più la posizione in classifica del Bari. Adesso la salvezza diretta dista 4 punti, sulla soglia dei 26 conquistati dalla Reggiana, e anche la quota playout è lontana 3 lunghezze. Tutto questo dopo due terzi di una stagione nella quale ben poco di quanto pensato in estate ha funzionato. Parlando sia dei tanti nuovi innesti, che anche di ritorni acclamati, come quello di Giulio Maggiore.

Troppo poco per Giulio Maggiore
L’entusiasmo che aveva accolto il suo ritorno agli sgoccioli del mercato estivo era giustificato dalla sua ultima, breve, parentesi con la maglia biancorossa. Arrivato a gennaio 2025, Maggiore si era subito imposto nelle gerarchie di Moreno Longo, trovando 3 gol in altrettanti momenti fondamentali per la corsa ai playoff dei pugliesi. La speranza di un apporto simile anche in quest’annata, però, è stata disattesa.
Dal debutto alla terza giornata, nel finale della debacle di Modena, l’ex Salernitana non è mai entrato a pieno nel giro dei titolari con nessuno dei 3 tecnici passati da Bari. Non tanto per problemi fisici, quanto per un livello nelle sue prestazioni che non è mai decollato. Nel mezzo, il gol da subentrato al Pescara che sembrava poter cambiare gli equilibri di formazione a favore del classe 1998. Ma così non è stato.
Anzi, assist contro l’Avellino a parte, la situazione è sembrata precipitare vertiginosamente, fino al gesto di stizza arrivato al momento del cambio contro la Carrarese. E alle voci che lo volevano partente a gennaio, direzione La Spezia. Ma l’assenza di trattative concrete e il ritorno in panchina di Longo hanno portato un giocatore praticamente fuori rosa a disputare 78′ da titolare contro il Padova, in una prova tutt’altro che convincente. Una situazione confusa, altalenante, e così tanto emblematica di ciò che è stata sin qui la stagione del Bari. Con il rischio retrocessione già affacciato dietro l’angolo.
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