Dal Cesena a Cesena: tornano i 3 punti, la missione salvezza del Bari è partita. Ora sotto con i rinforzi

L'editoriale

Una delle principali frasi fatte che chiunque ha detto o sentito almeno una volta è quella secondo la quale, nella vita, tutto torna. Estremizzando il concetto, Nietzsche parlerebbe dell’eterno ritorno dell’uguale. Niente di più breve e contemporaneamente vero potrebbe essere detto in riferimento alla storia recente del Bari. Dalla guida in panchina (prima Vivarini, ora Longo), alle ultime due vittorie in campionato.

Bari Moncini esultanza
Copyright: SSC Bari

A Bari tutto torna

L’ultima vittoria prima della 21esima giornata risaliva all’undicesimo turno di campionato. Sempre il Cesena, chiaramente in casa. Sempre una vittoria di misura, con un gol dell’attaccante subentrato, di testa, e quasi allo stesso minuto Gytkjaer all’andata aveva segnato al 79′, Moncini questa volta tre minuti prima. Sono, tuttavia, coincidenze che lasciano il tempo che trovano, e che non cambiano la sostanza della stagione del Bari. E soprattutto, di quello che i biancorossi devono fare d’ora in avanti.

Parlare di primi frutti è sicuramente prematuro, ma la rivoluzione di gennaio ha riportato a Bari un sorriso che mancava da quasi tre mesi. Se Longo riuscirà ad entrare nel cuore e nella testa della squadra, e a centrare quello che ormai è l’unico obiettivo auspicabile – la salvezza – lo dirà solo il tempo. Il primo passo, però, è quello giusto.

Degni di nota sono anche i due autori delle reti biancorosse. Rao, che si è sbloccato dopo un inizio di stagione nettamente al di sotto delle aspettative, con un gol che rappresenta proprio tutto ciò che ci si sarebbe attesi dal gioiellino di proprietà del Napoli. Qualità, dribbling e intraprendenza: tre caratteristiche che in Serie B possono fare davvero la differenza.

Rao
Copyright: SSC Bari

A fare la differenza, almeno a inizio stagione, era stato l’autore del secondo gol. Dopo un avvio da trascinatore, Moncini è infatti gradualmente scalato nelle rotazioni, fino a partire dalla panchina in tutte le sue ultime quattro presenze. Oggi, poi, l’ingresso, lo stacco, l’esultanza. Quanto mancava dal 26 ottobre contro il Mantova: tanto, troppo tempo.

Insomma, Longo a Cesena ha rispolverato vecchie armi, e ne ha scoperte di nuove. Riportando, in un modo o nell’altro, il Bari ad un successo lontano da casa che mancava da quasi un anno, quando c’era ancora l’allenatore torinese in panchina, e a Bari si credeva ancora nei playoff. Ecco: ad oggi, la speranza è che l’uguale destinato a tornare nel destino del galletto sia quantomeno questo, piuttosto che quanto ha seguito la vittoria di novembre contro il Cesena. Ma piuttosto che Nietzsche, Longo avrà avversari più concreti da affrontare: la missione salvezza è appena cominciata.

E per farlo bisognerà agire in questa ultima settimana di calciomercato, perché una rondine non fa primavera. Sotto con i rinforzi, insomma, ma su questo tema dà fiducia quanto dichiarato da Longo nel post partita: «Quello che avevamo programmato non va cambiato». In attesa delle ufficialità di Cuni e Esteves, già a Bari da stamattina, tocca adesso a Di Cesare prendersi la scena.

 
 
 
 
 
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By Vito Lotito

22 anni, barese, football addicted da quando ho memoria. Nel tempo libero faccio finta di fare il giornalista!

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