La rinuncia della Procura alla richiesta di liquidazione giudiziale della SSC Bari chiude il fronte più delicato per il club, ma lascia dietro di sé effetti molto concreti. L’iniziativa della Procura ha infatti spinto Filmauro a trasformare il proprio sostegno alla società in un impegno molto più stringente rispetto al passato: 11,1 milioni di euro, con importi definiti, scadenze precise e carattere irrevocabile. La stessa Procura, nell’atto di rinuncia, sottolinea che il nuovo sostegno recepisce nella sostanza e nella forma le condizioni indicate dall’Ufficio durante il procedimento. Ma cosa è successo e cosa succederà? Proviamo a fare chiarezza.

Il peso della Procura sugli impegni dei De Laurentiis
Il punto centrale è proprio questo. La Procura non ha materialmente imposto a Filmauro di finanziare il Bari, ma il rischio della liquidazione ha spinto la proprietà a rendere molto più concreto e verificabile il proprio sostegno. Dopo gli 1,1 milioni già versati a luglio, sono previsti 2 milioni entro il 31 ottobre e successivamente un milione al mese da novembre a giugno.
Soprattutto, gli 11,1 milioni non saranno prestiti alla SSC Bari, ma versamenti in conto capitale, non rimborsabili e non fruttiferi, quindi destinati a rafforzare direttamente il patrimonio della società. A questo si aggiunge la rinuncia di Filmauro a una parte rilevante dei crediti vantati verso la SSC Bari: un’operazione che ha alleggerito la posizione debitoria del club nei confronti della controllante e contribuito alla copertura delle perdite pregresse
C’è poi un altro effetto da non trascurare. La rinuncia ai crediti vantati da Filmauro verso la SSC Bari e il nuovo impegno da 11,1 milioni, strutturato come versamento in conto capitale e non come prestito, rendono oggi la posizione debitoria del club più pulita e leggibile. In un’eventuale trattativa per la cessione, un potenziale acquirente si troverebbe davanti a una società meno appesantita da rapporti debitori verso la controllante e con il fabbisogno della stagione già coperto da impegni formalizzati. Non significa che una vendita sia imminente, ma oggettivamente il quadro è più semplice da valutare rispetto a pochi mesi fa.

Liquidazione chiusa, ma non tutta l’inchiesta
La rinuncia della Procura non significa però che l’intera vicenda giudiziaria per i De Laurentiis sia finita. L’atto riguarda esclusivamente il procedimento civile per l’apertura della liquidazione giudiziale. Restano invece distinte le ipotesi penali di false comunicazioni sociali relative al bilancio 2024, nelle quali è centrale anche la cessione di Elia Caprile dal Bari al Napoli.
Secondo la Procura, Caprile non sarebbe stato valutato adeguatamente (2,2 milioni) e questo avrebbe causato un danno per i conti del Bari. Ma, per i pm, le società non avrebbero indicato nel bilancio che l’operazione era infragruppo, cioe’ tra due societa’ controllate dallo stesso soggetto, la Filmauro.
Il venir meno della liquidazione incide inevitabilmente sul filone della bancarotta fraudolenta, che era collegato proprio a quel procedimento, ma allo stato non risulta un provvedimento pubblico che dichiari formalmente chiuso l’intero fascicolo penale.
Il quadro quindi è più chiaro: il rischio per la continuità societaria è venuto meno, Filmauro ha assunto obblighi finanziari molto più stringenti e non rimborsabili, ma la questione Caprile e le false comunicazioni sociali restano ancora aperte.
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