Se oggi il Bari può contare su uno dei centrocampisti più dominanti della categoria, il merito è anche di una scommessa che soltanto pochi mesi fa sembrava tutt’altro che scontata. Ebrima Darboe, reduce da una stagione praticamente trascorsa ai box, si è preso il centrocampo del Bari e sta mostrando partita dopo partita qualità che con la Serie C hanno poco a che fare. Per capire fino in fondo il peso della sua rinascita, però, bisogna tornare indietro di qualche anno.

Dal calvario della scorsa stagione alla rinascita di Darboe a Bari
2 maggio 2021, minuto 83. Darboe entra al Ferraris contro la Sampdoria e fa il suo debutto tra i professionisti con la maglia della Roma. Ha appena 19 anni e quella sostituzione sembra l’inizio di un’ascesa rapidissima. Quattro giorni più tardi gioca oltre un’ora nella semifinale di Europa League contro il Manchester United, poi arriva la prima da titolare in Serie A e, poche settimane dopo, parte dall’inizio anche nel derby vinto 2-0 contro la Lazio.
Il Bari decide di scommettere su Darboe nell’estate del 2025, acquistandolo a titolo definitivo e provando a rilanciare un centrocampista dalle qualità mai realmente messe in discussione. Il problema, ancora una volta, diventa però il fisico.
La scorsa stagione si trasforma presto in un calvario. Nella gara contro il Cesena del 2 novembre, dopo appena 17 minuti, Darboe è costretto ad arrendersi per un nuovo problema muscolare. Gli esami evidenziano una lesione di alto grado del retto femorale della coscia destra. Quello che inizialmente sembra uno stop lungo ma circoscritto finisce invece per condizionare tutto il resto dell’annata: recupero complicato, nuovi problemi e appena sei presenze e 239 minuti complessivi prima di una stagione praticamente trascorsa ai box.
Nel frattempo il Bari retrocede e, durante l’estate, la permanenza del gambiano non appare affatto scontata. Le poche garanzie fisiche offerte nell’annata precedente spingono inizialmente a considerare anche scenari differenti. Poi arriva Massimo Rastelli, e qualcosa cambia, tanto da fargli affermare sabato pomeriggio queste esatte parole: «Darboe è un giocatore di una categoria superiore. Ho voluto a tutti i costi che lui rimanesse».

Darboe è un fuori categoria per la Serie C
Il tecnico comprende immediatamente quanto un Darboe fisicamente integro possa rappresentare un patrimonio tecnico difficilmente replicabile in Serie C. La sua gestione iniziale è prudente, con l’obiettivo principale di restituirgli minuti senza forzare i tempi. Ma, settimana dopo settimana, il gambiano cresce. E quella che inizialmente poteva sembrare una scommessa sta assumendo sempre più i contorni di una certezza. Perché quando sta bene, la sensazione è ormai evidente: Darboe con questa categoria c’entra poco.
Lo si vede nella facilità con cui riesce a uscire dalla pressione avversaria, nella capacità di recuperare campo palla al piede, nella fisicità e soprattutto in quella progressione che permette al Bari di trasformare rapidamente un’azione difensiva in offensiva. Non è soltanto quantità. Darboe dà alla mediana qualcosa che gli altri centrocampisti della rosa, per caratteristiche, possiedono in misura differente.
Rastelli gli concede subito fiducia alla prima giornata contro la Cavese, schierandolo dall’inizio. Dopo la panchina di Barletta, il gambiano torna titolare contro il Casarano e da quel momento diventa un riferimento sempre più stabile del centrocampo biancorosso. Contro l’Altamura arriva anche il primo gol con la maglia del Bari: al 16’ firma lo 0-2 che indirizza immediatamente il derby del D’Angelo.
Ma la conferma forse più importante è arrivata proprio nell’ultima trasferta contro il Sorrento. In una partita sporca, combattuta e nella quale il Bari ha dovuto soffrire a lungo nella ripresa, Darboe è stato il migliore della mediana biancorossa. Corsa, strappi, recuperi e capacità di portare il pallone lontano dalla zona di pressione. È passato ancora dai suoi piedi il pallone decisivo: assist per Butic, controllo del croato e conclusione che vale il 2-1. Un’altra giocata pesante, questa volta contro la squadra che si presentava alla sfida da capolista.
Dopo anni nei quali gli infortuni ne hanno continuamente frenato la crescita, il gambiano sembra finalmente aver ritrovato fiducia nel proprio corpo. Ed è forse questo il vero acquisto dell’estate del Bari.
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