Nelle scorse settimane il Bari ha ufficializzato l’arrivo in prestito di Vincenzo Prisco, mediano classe 2008 di proprietà del Napoli. Considerato uno dei prospetti più interessanti e talentuosi della sua leva nel panorama calcistico italiano, Prisco lascia per la prima volta il settore giovanile azzurro per vivere a Bari la sua primissima esperienza tra i professionisti. Per il giovane diciottenne un inizio complicato con un problema di salute che lo ha tenuto lontano dal campo per un mese, con la prima convocazione soltanto nel weekend contro il Sorrento. Scopriamo 5 curiosità su di lui.

5 cose che non sai su Vincenzo Prisco
1) Un sogno chiamato Napoli
Vincenzo Prisco è un tifoso viscerale del Napoli e porta dentro di sé lo spirito dello scugnizzo napoletano, proprio come il suo compagno di squadra Esposito. Il suo sogno più grande? Esordire un giorno con la maglia azzurra sul prato dello stadio Maradona.
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2) La lunga storia con la Nazionale
Prisco ha già collezionato tantissime presenze con le selezioni giovanili dell’Italia: 6 con l’U15, 7 con l’U16 e ben 25 con l’U17. Con quest’ultima ha preso parte sia all’Europeo che al Mondiale di categoria. Agli Europei U17, disputati nel maggio 2025, l’Italia si è fermata in semifinale, eliminata ai rigori dal Portogallo. Qualche mese più tardi, a novembre, Prisco è stato protagonista anche al Mondiale U17 in Qatar, giocando da titolare tutte le partite tranne la prima gara del girone e confermandosi una delle colonne della Nazionale di mister Annunziata. Infine, vanta anche 9 presenze con l’U18 e una convocazione con l’U19, a marzo.
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3) A scuola… Vincenzo Prisco scappava
Già da bambino il pallone era una priorità assoluta. Alle scuole elementari di San Giorgio a Cremano, infatti, Prisco arrivava persino a scappare da scuola pur di andare a giocare a calcio. Un amore per il calcio nato prestissimo e mai venuto meno.

4) La fiducia di Allegri
Nella prima amichevole prestagionale contro l’Arezzo, Prisco è stato subito schierato titolare da mister Massimiliano Allegri, al posto di Lobotka. Una responsabilità importante, affrontata con carattere e personalità: il giovane azzurro ha convinto i presenti, risultando tra i migliori in campo.



