Cosa aspettarsi da Bari-Cavese

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CaveseCopyright: Cavese 1919

Questa sera, con la partita contro la Cavese (fischio d’inizio alle ore 21 fra le mura amiche del San Nicola), il Bari affronterà una prima di campionato inevitabilmente diversa dal solito. Un pizzico di curiosità per l’inizio di una nuova stagione c’è sempre, ma l’attesa è decisamente meno spasmodica rispetto al passato, e forse non poteva essere altrimenti dopo una retrocessione che ha riportato i biancorossi nell’inferno della terza serie. Anche per questo è verosimile immaginare un San Nicola ancora una volta semideserto, come già avvenuto in Coppa Italia contro il Casarano. Agli uomini di Massimo Rastelli, però, toccherà mettere da parte tutto ciò che circonda la squadra, concentrarsi esclusivamente sul campo e portare risultati.

L’obiettivo stagionale, infatti, non potrà che essere quello di lottare fino alla fine per la promozione in Serie B, e per farlo è fondamentale partire con il piede giusto. Difficile attendersi che già stasera il Bari possa presentarsi nella sua versione migliore: dal mercato mancano ancora diversi tasselli e, tra i nuovi arrivati, non tutti hanno già assimilato i dogmi di Rastelli o sono pronti dal punto di vista fisico. La cosa più importante da osservare, oltre al modulo scelto, sarà capire a che punto è il suo lavoro e quali passi avanti sono stati compiuti rispetto alla gara con il Casarano. Farlo non sarà semplice, anche perché di fronte ci sarà una Cavese che, per ammissione dello stesso allenatore, non è da prendere sottogamba.

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Rastelli
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Bari, la Cavese giovane e aggressiva di Masitto

La Cavese si presenta al via della nuova stagione con un assetto di sostanziale continuità rispetto al campionato precedente, con l’eccezione pesante della panchina. A guidare i campani c’è infatti Cristiano Masitto, alla prima esperienza tra i professionisti dopo una carriera costruita in Serie D. Una scelta che ha una logica precisa, perché serviva un tecnico capace di valorizzare i giovani: in Serie C il minutaggio degli under garantisce ai club bonus economici tutt’altro che trascurabili, e per incassarli i metelliani ne manderanno stabilmente in campo quattro o cinque. Lo zoccolo duro, però, è rimasto: in mezzo al campo Awua e Visconti si alternano tra la posizione di mezzala e quella di centrale, in difesa c’è l’esperienza di Cionek, risparmiato in Coppa e verso una maglia da titolare, mentre davanti la fantasia di Orlando dovrebbe essere affiancata da uno tra Fusco e Alberti.

L’atteggiamento, invece, non è quello che ci si aspetterebbe da una squadra tanto giovane, perché Masitto la vuole offensiva e aggressiva, capace di alzare molto il pressing e di portare sei o sette uomini nella metà campo avversaria, oltre che di riempire l’area con gli inserimenti. Un’idea di gioco che contro il Bari, però, sarà difficile mantenere per tutti i novanta minuti, perché la differenza di valori resta netta e gli ospiti saranno chiamati a difendersi più a lungo di quanto vorrebbero, ed è proprio dietro che il rodaggio dei metelliani rischia di farsi sentire. Nell’unica uscita ufficiale della stagione, il 2-0 subito a Campobasso in Coppa Italia, i gol sono arrivati entrambi nel giro di tre minuti e sono nati da errori marchiani in fase di marcatura.

By Raffaele Digirolamo

Dottorando in filosofia presso l'Università degli Studi di Bari. Curo la newsletter per Elezioni Usa 2024 e scrivo per PianetaBari

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