La retrocessione in Serie C del Bari non è figlia del caso. È il risultato di una stagione nata male, proseguita peggio e chiusa nel modo più doloroso possibile. Dentro questo fallimento collettivo ci sono però anche responsabilità individuali: cinque giocatori, arrivati per essere colonne della squadra, hanno finito per rappresentare — ciascuno a modo suo — le delusioni più pesanti dell’anno biancorosso.

Bari, i 5 flop stagionali
Christian Gytkjaer, l’attaccante che non ha mai inciso davvero
Arrivato per portare gol, esperienza e presenza in area, il danese ha vissuto una stagione che definire anonima è quasi un eufemismo. Malgrado sia stato uno dei più pagati dell’organico, i numeri parlano da soli: 26 presenze, 994 minuti e appena 3 gol in Serie B. L’ultimo squillo risale a novembre, poi il silenzio.
Gytkjær non è mai riuscito a diventare il riferimento offensivo che il Bari cercava disperatamente. Spesso fuori dal gioco, poco coinvolto, mai realmente decisivo nelle partite che contavano. Il suo contributo, soprattutto nella seconda parte di stagione, è stato insufficiente per una squadra che aveva bisogno disperato di un finalizzatore.

Gaetano Castrovilli, il ritorno a Bari più deludente
Il suo rientro a Bari dopo otto anni era stato accolto come un colpo da Serie A, un ritorno romantico e tecnico insieme. La realtà è stata molto diversa: 17 presenze, 1 gol, e un impatto praticamente nullo. Castrovilli non ha mai trovato continuità, né fisica né mentale. È apparso spesso fuori ritmo, lontano parente del giocatore brillante visto a Firenze. A gennaio è passato al Cesena di Mignani, segno evidente che il matrimonio non avesse funzionato. Il suo ritorno, attesissimo dalla piazza, si è trasformato in una delle più grandi delusioni dell’anno.

Anthony Partipilo, l’ombra del giocatore visto a Terni
Il suo ritorno dopo dieci anni doveva portare qualità, assist, imprevedibilità. Partipilo era stato per anni una spina nel fianco del Bari da avversario, ma da protagonista in biancorosso non ha mai trovato la scintilla. La sua stagione si riassume in numeri impietosi: 11 presenze, zero gol, zero impatto reale. Pochissime giocate decisive, continuità inesistente, difficoltà costante nel trovare ritmo. Le pagelle lo hanno spesso bocciato, segnalando una condizione mentale e tecnica mai davvero all’altezza. Un ritorno che avrebbe dovuto accendere la squadra, e che invece si è spento quasi subito.

Mehdi Dorval, da promessa a grande delusione
Dopo due stagioni in crescita, Dorval era atteso al salto di qualità definitivo. Invece ha vissuto un’annata piena di contraddizioni: 35 presenze, 7 assist, 1 gol, ma anche tantissime prestazioni insufficienti. Le sue qualità offensive non sono bastate a compensare le enormi difficoltà difensive: disattenzioni, posizionamenti sbagliati, cali di concentrazione, scelte affrettate in uscita.Nei playout è stato giudicato tra i peggiori, spesso in difficoltà nei duelli e poco lucido nelle letture. Un giocatore che avrebbe dovuto essere un valore aggiunto, e che invece è diventato uno dei simboli del crollo tecnico della squadra.

Dimitrios Nikolaou, il difensore che non ha mai convinto a Bari
Arrivato per essere un titolare affidabile, Nikolaou è stato uno dei giocatori più criticati dell’intera stagione. Le pagelle lo hanno spesso indicato come uno dei peggiori: timido nei contrasti, poco reattivo, mai leader del reparto.
Non ha commesso errori clamorosi nei playout, ma non ha mai dato sicurezza. È mancata la personalità, è mancata la cattiveria, è mancata la presenza nei momenti decisivi. Il suo rendimento è stato ben lontano dalle aspettative di inizio anno, contribuendo alla fragilità difensiva che ha accompagnato il Bari per tutta la stagione.

