Per il Bari è una Pasquetta da vivere con l’ansia e le incognite del campo. Alle ore 15, infatti, la formazione biancorossa sarà impegnata nella delicatissima gara casalinga contro il Modena: un appuntamento da non fallire per tenere vive le speranze di salvezza. L’imperativo è fare punti, a maggior ragione in virtù del duro calendario che attende gli uomini di Moreno Longo nelle prossime giornate. Il tasso di difficoltà, però, si alza notevolmente già oggi pomeriggio: di fronte ci sarà un avversario che, nonostante qualche passaggio a vuoto, resta uno dei grandi protagonisti della categoria ed è lanciato verso i playoff.
CLICCA QUI PER LEGGERE LE PROBABILI FORMAZIONI

Cosa aspettarsi da Modena-Bari
Il momento di forma
Le ultime due vittorie consecutive contro Mantova e Spezia hanno consolidato l’ottima posizione in classifica del Modena, che ha blindato il piazzamento playoff ed è pronto a giocarsi le sue carte fino alla fine per migliorare la propria graduatoria. Al momento i canarini occupano infatti la sesta posizione con cinquanta punti, ma devono ancora recuperare lo scontro diretto con il Catanzaro (attualmente quinto). Il punto di forza è sicuramente la retroguardia: con sole 25 reti subite, quella della formazione allenata da Sottil è la miglior difesa del campionato. Anche dal punto di vista offensivo le cose vanno bene, con una media di 1,4 gol per partita (la sesta della Serie B).
Per quanto riguarda i singoli, la formazione emiliana può contare su elementi di grande qualità. Una delle forze principali è rappresentata dalle corsie esterne, che forniscono un costante contributo offensivo, soprattutto al servizio del capocannoniere Ettore Gliozzi. Occhio anche all’abilità sui calci piazzati, dove gli emiliani sfruttano con successo gli inserimenti dei difensori: Daniel Tonoli, del resto, fin qui ha realizzato ben cinque reti.

Come gioca il Modena?
Il modulo di riferimento dei canarini è il 3-5-2. La squadra di Sottil rifugge il possesso palla lezioso in favore di una manovra rapida e pragmatica: in fase di possesso, la formazione emiliana tende a schierarsi con un 3-2-5, portando molti uomini oltre la linea della palla e sfruttando gli esterni Zampano e Zanimacchia per garantire ampiezza e rifornimenti costanti. La fisicità di elementi come Pedro Mendes o De Luca — l’innesto di gennaio mirato a risolvere le lacune in fase di finalizzazione — permette di disporre di riferimenti preziosi per “pulire” i lanci lunghi e innescare gli inserimenti delle mezzali nei mezzi spazi. Da queste zone di rifinitura, o direttamente dalle corsie laterali, nascono poi i numerosi spioventi verso il centro dell’area, dove sono presenti costantemente tanti uomini.
In fase di non possesso, l’assetto muta solitamente in un solido 5-4-1, con l’obiettivo di intasare i corridoi centrali e obbligare l’avversario a girare al largo. La pressione non è asfissiante in ogni zona del campo, ma scatta attraverso precisi “trigger” tattici, specialmente quando la palla viaggia verso le fasce o il portatore riceve spalle alla porta. La forza del Modena risiede nella compattezza del blocco, ma il punto debole emerge proprio nella sua natura propositiva: la tendenza dei “braccetti” di difesa a sganciarsi per supportare la manovra può lasciare i centrali esposti a pericolosi uno contro uno in campo aperto.

